giovedì, settembre 19

Appello




La signora notte è qui
L’oscurità ormai avvolge ogni cosa

Alcune case hanno ancora le luci accese

Il sistema elettrico sembra funzionare ancora

La centrale idroelettrica è attiva

La forza dell’acqua è inarrestabile



Per non parlare dei pannelli solari
Questa nuova moda ecologica che ha preso tutti in città
“se tu non paghi la tua bolletta della luce, non vedo perché io debba farlo!”

Una scelta saggia

Una scelta che porta dei vantaggi



Una casa ben equipaggiata può diventare un fortino in poco tempo
Non c’è bisogno di scappare verso mete sconosciute quando la tua casa, se ben equipaggiata, può diventare il bunker ideale



Grate alle finestre

Recinzioni

Doppi vetri

Elettricità

Acqua

Il confort delle proprie mura domestiche



Basta non fare casino
Basta non fare particolare rumore
Ed il gioco è fatto




Voi siete qui

Lo so



Siete rimasti nelle vostre case




Nessuno abbandona i sacrifici di una vita quando è ben equipaggiato






Ma non avete del cibo

O almeno, vi finirà prima o poi











Carne in scatola

Ecco cosa siete  





La mia razione di carne in scatola






Diciottomila abitanti non sono un’enormità




Forse il settanta per cento di voi ormai è come me

In cerca di quel trenta percento

















Mi dirigo verso il centro cittadino

Il classico campanile che troneggia su ogni cosa


Fede
Avere fede

Un oppio che ho abbandonato da tempo ormai



La casa del signore

Con un calcio spalanco le sue porte


Una navata unica
Alcune candele sono ancora accese
La luce tremola disegna delle ombre che sembrano muoversi
I guardiani di una civiltà che non esiste più


Passeggio lungo tutta la navata centrale

L’altare è posto sopra una piccola scalinata

L'elevazione verso il cielo



La sacrestia

Una stanza piccola con delle sedie sparse un po alla rinfusa
Anche gli ecclesiastici hanno uno spirito di sopravvivenza dopo tutto
   


Il pannello centrale è aperto

Devono aver staccato la corrente

Qualcuno è ancora qui e cerca di rimanere immobile avvolto dall’oscurità

Mi sono accorto della sua presenza, ma faccio finta di niente


Riattacco la corrente

La luce al neon ci mette un po ad illuminare la stanza


Un occhio mi guarda da dietro le ante di un armadio

Mi giro lentamente verso la sua direzione e sorrido


Inizia ad emettere suoni
Sta piangendo


Il mio dito si posiziona automaticamente su un bottone con delle levette sottostanti


“Rito funebre”
È perfetto


Sposto la levetta ed i rintocchi solenni delle campane squarciano il silenzio della notte


La figura dentro l’armadio
Inizia a farfugliare qualcosa



Ho altro da fare
Non mi interessi


Non uscirai da quell’armadio finché sono qui
Ma devo allontanarmi





Scusami tanto






Scuoto l’armadio e la persona all’interno inizia a gridare
È un piccolo armadio

lo prendo all’estremità superiore e lo spingo verso di me

esso di lascia cedere in avanti e al contatto con il terreno produce una nuvola di polvere che invade la stanza


-“no… aiutami …”




Non può più uscire













Esco dalla stanza e mi dirigo verso l’altare centrale

L’afflusso di gente per questa mia funzione liturgica è in continuo aumento


Sono quasi tutti qui


I miei nuovi paesani






La chiesa si riempie di infetti che si spingono a vicenda

Ognuno cerca

Scruta

ansima

Si scaglia in ogni angolo



Tre di loro mi corrono contro e entrano nella sacrestia


Lascio suonare le campane ancora un po



Mi siedo sull’altare con le gambe a penzoloni e ammiro l'afflusso di gente che continua ad entrare


sono tutti come me
o quasi tutti come me


uomini

donne

ragazzi

ragazze

bambini


tutti voglio partecipare a questa mia riunione




adesso basta
queste campane hanno rotto il cazzo



il pannello di controllo è ancora aperto
ma qualcosa nella stanza è cambiata



un corpo è a terra


il retro del’armadio è sfondato


il tizio è riuscito a fuggire al piano superiore

"bravo", mi dico

mi sporgo e dalla scala a chiocciola che porta alla soffitta spunta una gamba



faccio spallucce e spengo quel frastuono









Improvvisamente il silenzio
Spezzato solo da un rumore di cena che proviene dal piano di sopra





Ora nella grande stanza le persone sono tutte immobili
Ognuna fissa davanti a se

Guardano me


Sono tanti
Centinaia di occhi bianchi puntati su di me





La mia gente








Mi faccio strada tra di loro

Sono come in un campo di grano
Ognuno di loro è immobile e ondeggia quando lo tocco


Esco dal portone centrale e la piazzetta limitrofa è stracolma

Tutti immobili
Tutti che mi fissano

Devo averli attirati tutti qui






Sono troppi

Sono tanti







Ho riunito tutti i predatori della città







Ma i predatori sono superiori alle prede

Il cibo non è abbastanza per tutti

















Selezione naturale



Io sono più evoluto






La maggior parte di loro deve sparire





















La pompa di benzina può aiutarmi




Inizio ad erogare una buona quantità di combustibile dentro delle taniche

Spenderò un patrimonio


Mi dirigo verso la chiesa e butto un paio di taniche all’interno

Una atterra sulla testa di un tizio
Cade

si rialza subito dopo




Sei

Sette






Dodici








Venti





Ok basta così



Riverso un buona quantità a terra
La pendenza della piazzetta mi aiuta a “irrigare” meglio il mio campo di grano













Attraverso tutta la piazza portando con me una tanica semi vuota

Una scia di fluido mi segue


Entro nel bar situato di fronte alla chiesa





Ho le mani che tremano
ma non ho scelta





Un male superiore
Un male necessario
















Il movimento del pollice lungo la rotellina accende la fiamma
Mi chino a terra e accendo la mia miccia






Le fiamme percorrono la serpentina che ho lasciato dietro di me

La fila di corpi più lontani dalla chiesa inizia a prendere fuoco

Essi rimangono immobili
Le fiamme li avvolgono




Il fuoco mi ha sempre affascinato
Una reazione chimica che crea questo spettacolo danzante


In poco tempo la chiesa è in fiamme

I vetri iniziano a scoppiare

Le travi di legno che la sorreggono cadono portandosi dietro parte del tetto





Ho acceso un gran bel falò




Seduto su una sedia del bar assisto a tutta la scena

All’esterno, i primi corpi iniziano a cadere a terra carbonizzati

Le carni si sciolgono lungo i visi
Gran parte della muscolatura non è più in grado di compiere il suo lavoro 

il corpo si lascia cadere

immenso dolore e l'asfissia sono la causa della morte nella maggior parte dei casi

ma questi corpi non provano alcun dolore






La serie di taniche chiuse che ho lanciato all’interno iniziano ad esplodere





Coriandoli neri che volano nell’aria



Centinaia di corpi si sono accasciati su se stessi accostandosi l’uno vicino all’altro
Come in un abbraccio collettivo
la maggior parte della popolazione della città si spegne



Le fiamme hanno illuminato questa notte




Una notte che ricorderò






la notte in cui ho commesso il mio genocidio








un genocidio di predatori
















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