lunedì, settembre 30

bianco e nero






-“ehi, ci sei ?”



Apro gli occhi

Sono in piedi



Nero totale



-“dobbiamo filare”
-“m.. ma tu parli”
-“si si, ma dobbiamo andare via adesso”
-“cosa è successo  ?, dove siamo ? … è troppo buio qui dentro”

-“Alessandro fidati di me, dobbiamo muoverci”
-“non riesco a vedere niente”
-“ok, non preoccuparti ti guido io”

-“ma certo marmocchietto, mi fido di te … ti seguo senza fare storie”



Una manina mi afferra per un braccio

Le tenebre non mi fanno vedere assolutamente niente

-“ma come fai a vederci con questo buio ?”

I passi si fanno sempre più veloci



Urto un paio di cose con le gambe

forse mobili

-“siamo in un appartamento ?, vittime ?”
-“un pochetto”
-“cioè ?, che significa un pochetto ?”
-“tu seguimi e non fiatare per piacere”
-“ok, ok … padrone, la smetto di parlare”



-“attento che ci sono tre gradini, sono scivolosi, stai attento”
-“ok”



Al passo successivo, il corpo si proietta in avanti

Il piede scende verso il basso
Il vuoto sotto di me


La sensazione di cadere
La suola entrava in contatto con qualcosa di viscido
Produce un rumore strano 





Sono riuscito a scenderli tutti e tre barcollando un po’


Adesso ad ogni mio passo sento del pietrisco comprimersi sotto il mio peso

-“siamo ancora vicini a quel casale ?”
-“no, più lontani”




Anche fuori le tenebre sono avvolgenti, non riesco a mettere bene a fuoco

-“ riesco solo a distinguere qualche sagoma”
-“bene”
-“sono degli alber…. Ehi, aspetta un attimo, che significa “bene” ?, occhi di falco!”


Il ragazzo mi strattona in avanti

-“una volta superato il bosco dobbiamo arrivare alla farmacia del centro commerciale”
-“ce … centro commerciale ? ma stiamo tornado indietro ? .... farmacia ?”
-“non è sicuro dove siamo adesso … e poi abbiamo bisogno di cure”
-“di cure?”
-“l’hai detto te che dobbiamo curarci anche se non ne sentiamo il bisogno”
-“non ricordo di avertelo detto”
-“lo hai fatto … non si sono farmacie qui”


-“ma siamo ridotti male ?, che è successo ?”
-“entriamo nel bosco e te lo spiego”




Il ragazzo sembra tirarmi sempre più violentemente

Ritiro il braccio con forza e mi fermo


-“dimmi subito che cazzo è successo ?”

-“io ho cercato di fermarti … ma tu …”
-“ma io cosa ?”


Il ragazzo inizia a singhiozzare

-“perché piangi ?, calmati e dimmi tutto”
-“si, ma prima entriamo nel bosco, ti prego”, dice con un labbro tremolo



Mi abbraccia intorno alla vita


Inizia a piange


Qualcosa mi dice che posso fidarmi
Lui deve avermi protetto 


Le mie mani lo avvolgono



Inizio ad accarezzargli la testa

-“ok, marmocchietto, entriamo nel bosco e quando vorrai parlarmi lo farai …”

Il ragazzo si asciuga il volto con il braccio
-“va bene …



Riprendiamo a camminare







Sento rumori di rametti che si spezzano

Erba bagnata

Sembra di camminare in una palude

Fango

Arbusti da aggirare







Istintivamente mi passo la lingua sul labbro superiore

La salinità del sudore si mischia con qualcosa di più dolciastro


Sangue

Il mio sangue o il sangue di qualcun altro ?



-“ho la faccia piena di sangue ?”
-“si”
-“è … è mio ?”


Il ragazzo fa un lungo respiro e poi risponde
-“si”






-“sono cieco ?”

Nessuna risposta

-“sono i miei occhi vero ?”
-“io … non ..”
-“sono messo male ?”
-“non lo so … io … non lo so, sei coperto di sangue e non vedo nulla”
-"non vedi delle ferite o altro"
-"si le vedo ... però ..." 
 -"cristo santo ma cosa è successo ?"
-"tu ... quel tizio ... il suo fucile ..."
-"fucile .... è un proiettile di striscio ?"
-"non lo so, io non credevo ti avesse beccato ... eri vicino alla canna"
-"ha sparata e i miei occhi erano vicino alla canna ?"
-"si"

la respirazione inizia ad accelerare

-"hai allontanato la canna dalla faccia proprio mentre stava per sparare"
-"ok, quindi credi mi abbia colpito lo stesso ?"
-"non lo so ... non lo so"
-"certo se mi avesse colpito bene, ora non sarei a parlare qui con te, giusto ?"

cerco di mascherare la mia paura con un sorriso

-"è comunque notte, ma si vede bene ... la luna è alta"
-"riesco a vedere solo una strana foschia"
-"forse non ti ha preso bene"
-"lo spero anch'io ... ma cosa è successo in quella casa ?, tu stai bene ?"
-"credo di essere ferito anch'io"
-"do.. dove ?... è grave ?"
-"no, quel tizio non aveva una buona mira"
-"ha beccato anche te ?"
-"ad una spalla credo ... non la muovo proprio bene"




Il respiro mi diventa più veloce

Il cuore aumenta il suo battito


-“ho un’idea : qui vicino dovrebbe esserci un fiume ... almeno credo”
-“si, lo vedo”
-“dobbiamo buttarci dentro e lavarci per bene … poi faremo una stima dei danni”
-“si”



Svoltiamo bruscamente a destra
scivolo sull'erba ma riesco a mantenermi in equilibrio



-"ecco il fiume"
-“com’è la corrente ? … è calma o agitata ?”
-“è piattissima e non sembra molto profondo”
-"è piatta ? .... "
-"si, è c'è in mezzo anche un grosso scatolone da cui esce un tubo ... ma non riesco a vedere dove va a finire" 





Ho capito dove siamo

Come abbiamo fatto tornare così indietro

Il centro commerciale è a chilometri di distanza

Non ci arriveremo mai







L’unica soluzione è l’ospedale


Quel fottuto ospedale pullulerà di gente
Ne avranno fatto sicuramente il loro campo base dopo quello che è successo

Devono essere fuggiti dalla città per andare in una zona più periferica



La mia città





Sono quasi tornato dove tutto è iniziato









Fottuto Karma





Nessun commento:

Posta un commento