domenica, settembre 15

ore 10:24





Piove

È la solita uggiosa giornata di settembre

Il vento deve aver portato le nubi durante la notte
Il sole fa fatica a sbirciarci attraverso

Beato lui che non può vedere



Sono seduto sotto la finestra del piano del mio appartamento
Una debole luce si fa strada lungo la rampa delle scale


Sono ancora fuori casa

meglio dire, "siamo ancora fuori casa"



I miei nuovi amici sono qui con me




Sembriamo un gruppo di barboni che ha fatto a botte tutta la notte
Uno dei quali ci ha rimesso un braccio
Lui è sicuramente un robot oppure un lottatore di sumo giapponese

Per qualche ragione, nessuno di noi prova dolore

questo è ormai chiaro

ma lui è lo spavaldo del gruppo

“guardatemi, io ho menato più forte di tutti”, sembra dire

E se ne sta lì immobile a roteare lo sguardo in giro



Forse è così che funziona il black out del mio cervello

È così che perdo delle ore anch’io ?

In piedi a guardare il soffitto come il mio nuovo amico “guarda quando è bello il mio radio” ?, oppure me ne sto a fissarmi i piedi come quello che ha dimenticato i pantaloni a casa ?
O li ha persi correndo
Mi controllo la cintura ogni cinque minuti per colpa sua  

Ma perché io sembro essere l'unico senziente ?


Il tizio “camicia arancione in posizione fetale” mi attira, non sembra essere in stasi

Mi fissa

Io alzo lentamente un braccio e lo saluto

Lui non ricambia ma mi segue con lo sguardo



Distolgo lo sguardo per qualche secondo e poi ritorno su di lui

Mi fissa ancora

Gli faccio la linguaccia

Nulla

Gli mostro il dito medio

Nulla

Neanche al dito medio !




Mi sono rotto
Mi avvicino salendo le scale e gli vado di fianco

Mi sdraio parallelamente a lui

Sembriamo una coppia di feti gemelli adesso


Ha le iridi quasi trasparenti e una strana calligrafia di vene scoppiate tutt’intorno

Avrò anch’io gli occhi così ?



Ecco cosa avrà spaventato quel povero diavolo ormai sdraiato nel mio corridoio
Sembrava apparentemente normale
Credeva di aver trovato un amico

Rideva

Abbiamo riso
Poi mi ha illuminato il volto

C’era il terrore nella sua voce

Non aveva tutti i torti
Anch’io avrei avuto paura



Quindi, cosa sono io ?





Non guardarmi, dimmi qualcosa

Io non posso parlare
Quel gemito che produco gli impaurisce
Non ci proverò


Lo faccio o non lo faccio

No meglio di no



Inizia a roteare le orbite senza motivo

È andato anche lui



Che palle









Voglio testare i loro riflessi


Vediamo un po

Questo non mi piace particolarmente, anche perché ti conoscevo prima e non mi eri simpatico neanche allora

Lo spingo leggermente

Lui gira intorno al corrimano eseguendo un perfetto avvitamento e cada di sotto



Produce una serie di rumori e poi un rumore assurdo

Poi più nulla




Guardo gli altri
Sono rimasti impassibili al mio gesto





Ma cosa ho fatto ?





Mi gira la testa
Mi siedo su un gradino in maniera scomposta

Ho spinto un tizio giù per la tromba delle scale
Sono ufficialmente un assassino anch’io
Perché ho fatto questa cosa ?

è come se non ci fosse più un filtro tra il pensare e l’agire

non ho più un’etica o una compassione verso gli altri

è successo tutto in un attimo


Cristo dio, sono un mostro


Non posso rimanere immobile, devo muovermi
Back out coglione !
Cazzo che sensazione

Scendo al pianerottolo sottostante
Inizio a camminare nervosamente avanti e indietro



Nel’arco di 20 metri da me ci sono due cadaveri e sei persone affette da una strana forma di paralisi

Mi metto le mani nei capelli

Non so che fare



Scendo perché devo sottopormi alla tortura di quello che ho appena fatto

Devo guardare


Scendo lentamente i gradini, non vorrei che gli altri mi venissero dietro

Quarto piano

Terzo piano

Secondo piano

Primo piano


Piano terra, reparto organi umani


Il corpo è schiantato contro un piccolo altarino che usiamo per posizionarci sopra l’albero di natale durante le festività, il resto dell’anno è una semplice lastra di marmo che aspetta le chiappe di qualcuno

La lastra è divisa in due
Il corpo c’è passato attraverso

Rimango immobile per qualche secondo



Guardo il corpo

Siamo cresciuti insieme
Lui aveva qualche anno più di me
era uno di quei tipi che si pavoneggiava duante tutti gli anni delle medie superiori
Ricordo che una volta mi ha rubato la bici e che un’altra mi ha rotto il naso
Ora era un tossico e andava a chiedere dei soldi in giro

Decido di tirarlo fuori



Nell’estrazione parte della testa e della spalla sinistra rimangono all’interno della cavità che ha generato con l’impatto
Mentre cerco di spostarlo, il corpo si divide in due parti e parte del cranio fuoriesce
Il sangue è principalmente concentrato nel buco
È come pescare in una brocca di sangria

Mi accovaccio incrociando le gambe e cerco di rimuovere i pezzi incastrati


Le mie braccia ora sono ricoperte di nuovo sangue







Mi rendo conto solo dopo che sto giocando con la lingua di quel poveretto come se fosse una navicella spaziale


MA CHE CAZZO FAI !

CHE CAZZO TI PRENDE !  

COGLIONE !


Cristo santo sono andato !


Scaglio la lingua contro il muro e mi allontano da quella poltiglia informe

Ho della roba sotto le unghie che non riesco a togliere




Improvvisamente sento che quel gruppo di scalmanati sta scendendo di fretta

Ho fatto rumore


Porca troia adesso mi si metteranno intorno come delle mosche sulla merda

Possibile che non ne combini una giusta




Inizio a sentire un dolore alla testa

Mi porto le mani sulle tempie e premo

Che cazzo mi sta succedendo adesso ?

Ho sparso un po di sangue e cervella umane tra i miei capelli


La nuova moda invernale
Sono un fottuto fashion artist





La furia dei miei nuovi compagni di giochi arriva al piano terra
Non mi guardano nemmeno
Tirano dritto verso la porta ed escono


Vorrei seguirli

Ho una pulsione interna che mi spinge a farlo

Faccio una serie di passi e mi sporgo dal portone principale



Stanno inseguendo qualcuno




Cerco di mettere a fuoco


Ha un fucile
È una ragazza con i capelli lunghi




Pensa
Pensa a qualcosa di sensato


La stanno raggiungendo






Uno di loro le salta addosso facendole sbattere la testa a terra






Apro la bocca e butto fuori tutta l’aria che ho in corpo

Produco un suono acuto
La cosa mi fa sentire strano

Il gruppetto di stupratori si blocca di colpa, mi guarda e si dilegua



Questa cosa mi fa sentire importante
Sono superiore a loro






Musica trionfale con tanto di banda della marina

La gente mi acclama mentre scendo dal mio jet privato

Durante la conferenza stampa mi cedono la parola

Esito un secondo

Produco quel suono nel microfono

I giornalisti si alzano in piedi e applaudono

-“bravo lei è il migliore”, dice uno

-“voglio fare sesso con lei, ecco le chiavi del mio appartamento”, dice un’altra

-“vorrei proporla per le prossime primarie”, dice un tizio

Tutti che applaudono e che si fanno le foto con me

Sono un fottuto eroe








Mi guardo le mani
Sono sporche di sangue


Non sono un fottuto eroe



Nessun commento:

Posta un commento