lunedì, settembre 30

diagnosi







Alle prime luci dell’alba, siamo arrivati sulle sponde del fiume



Vedo sfocato

Contorni sfocati e strane macchie bianche

Ho provato a toccarmi il volto un paio di volte, ma il ragazzo mi ha strillato contro



-“ci siamo, ti aiuto io ad entrare”, mi dice



Ci immergiamo quasi totalmente nel letto del fiume

-“ok, adesso ti spingo la testa sotto l’acqua, tu cerca di mantenere gli occhi aperti … pronto ?”
-“si”



Trattengo il respiro




Non sono mai riuscito ad aprire gli occhi sott’acqua
è più forte di me
un riflesso condizionato


Con tutto me stesso mi concentro e cerco di tenerli spalancati




Il ragazzo afferra la sua maglietta e la sfrega contro il mio volto





Mi sento una pentola che viene lavata sotto l’acqua corrente da una casalinga

“ci metta più olio di gomito signora”









Poggiandomi entrambe le mani sulle spalle, mi fa segno di riemergere



La luce del mattino mi fa socchiudere gli occhi

Una nebbia sembra avvolgermi


-“com'è ?”, chiedo

Il ragazzo mi afferra i lati della testa e li porta verso se

-“hai un gonfiore viola su un occhio che lo copre quasi tutto … l’altro è tutto rosso … ci vedi ?”
-“vedo male, riesco a vedere il tuo contorno”
-“oltre a questo bozzo non hai nient’altro … nessuna ferita grande”

-“ok … il tuo braccio ?”
-“sta iniziando ad uscire del sangue dal buco”


Non va bene

Dobbiamo curarci immediatamente





Mi tolgo la maglia per bagnarla meglio e pulirla
Non so perché lo faccio

perché, la pulizia dei miei abiti dovrebbe importarmi ?

la mia umanità che cerca di farsi sentire 




-“cos… cosa sono tutte quelle ferite ?”
-“sopravvivenza”
-“ti hanno sparato nel mio stesso punto … hai il corpo pieno di cicatrici”
-“le ho ricucite io stesso … cosa che dovrai fare anche tu con le tue”
-“ma io non l’ho mai fatto prima”
-“ci sarò io a guidarti … ma prima dobbiamo sistemare la mia vista”
-“come farai a curarti se non puoi vedere ?”
-“infatti lo farai tu per me ?”
-“io … io … no”
-“puoi farlo”
-“non ci riuscirò mai … è una cosa che…”
-“sta zitto un attimo”



Si ammutolisce

-“devi curarmi entrambi gli occhi … forse dovrai anche tagliare questo bozzo per sgonfiarlo … è una cosa che dobbiamo fare”

-“ma io…”


-“va bene …. se ci vedo meglio te lo curo io il braccio … ok ?”
-“si”
-“bravo marmocchietto”




Sorrido



-“adesso lavati bene e proseguiamo”
-“si”





Mi trascino a tentoni verso la sponda opposta

I miei occhi sono messi male, ma sono fiducioso

devo esserlo per forza



mi siedo sul terriccio

-“la mia… la mia mano sinistra …. di che colore è ?

Il ragazzo ci mette un po’ a rispondere
-“sembra rossa, il tuo pollice è rosa…”
-“solo il mio pollice ?”
-“forse anche l’indice, quando ho finito vengo a vedere meglio”





Questa fottuta mano
due dita funzionanti, uno finto e due mancanti
non l’ho più disinfettata a dovere
una volta all'ospedale mi farò una bella analisi approfondita

spero di riacquistare la vista

cazzo sono un fantoccio che si regge per miracolo, chissà quante infezioni ho contratto in questi giorni


 e adesso neanche ci vedo




devo trovare un modo per organizzarci meglio
















-“sembra rosa anche lui”
-“bene … adesso andiamo”























Usciti dalla boscaglia troviamo una strada

-“la riconosci ?”
-“no … non credo”
-“che domanda idiota che ti ho fatto … scusa …. Allora, vedi qualche cartello ?, c’è qualche insegna ?”
-“un cartello, ma non riesco a leggerlo da qui”
-“corri a vedere che dice, io ti aspetto qui”



Il ragazzo inizia a correre

I rumore della sua falcata si affievolisce con la distanza

ma quanto è lontano ?





Mi siedo a terra

All'improvviso un rumore

Sembra un’auto o forse di più



-“NASCONDITI, SE SUCCEDE QUALCOSA … SEGUIMI ... HO UN PIANO”, urlo al ragazzo







Il rumore dei potenti mezzi si fa sempre più vicino
Sembrano dei camion
Forse una fila di auto



Inizio a camminare lungo la direzione opposta tenendomi la spalla sinistra



Quando il rumore è ormai alla mia portata alzo il braccio destro
-“aiuto … aiutatemi vi prego”



Il primo camion passa tranquillamente



Il secondo rallenta e si ferma

La portiera si apre

Un rumore di passi si avvicina




-“ma cosa abbiamo qui ? … amico, sei ridotto proprio male”
-“ti prego aiutami, ho combattuto con uno di quei cosi nel bosco …”


Sento la canna di una pistola in mezzo alla fronte

-“sei stato morso ?”
-“no, l’ho ucciso quel bastardo”
-"ti credo, ma sembri vivo per miracolo" 




Sopraggiunge un’altra auto

-“Mario, fermati … io lo conosco quel figlio di puttana”

Questa nuova voce mi è familiare


-“Matteo ?”
-“lo sapevo che non potevi essere morto, Alessandro”
-“conosci questo cadavere ambulante ?”, dice il primo tizio
-“non è che prima fosse tanto più in forma”
-“sicuro che ci si può fidare ?”
-“lo conosco dai tempi del liceo, lo prendo con me … voi proseguite verso la base”
-“ok Mattè”




Lo conoscevo


Questo era uno di quei problemi che la mia mente non riesce a gestire razionalmente



Matteo


Sono preoccupato

Non voglio fargli del male





-“brutto stronzo vieni qui”
Mi abbraccia con una possente presa
-“male male male”
-“scusa, adesso ti porto al campo”
-“ok, spero che mi possiate rimettere in sesto”
-“guarda i tuoi occhi, sembri quasi un infetto … ahahahah”
-“già …”
-“dai, andiamo, non è sicuro restare qui fuori così a lungo”
-“ne so qualcosa”



Mi aiuta ad entrare in auto e partiamo






Spero che l’infezione non si prenda la sua fetta di tempo proprio ora


devo resistere


respira




respira 










il ragazzo non deve farsi beccare 

e spero non entri in black out














Matteo ha sempre avuto una guida sportiva
con quel suo bidone di auto truccata

è sempre stato uno dei miei migliori amici



Ne ho pochi e lui è il primo che incontro dopo tutto questo

















spero che non muoia



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