lunedì, settembre 30

la tana del lupo






-“amico sveglia”




-“ehi, che cazzo fai, sveglia!”




-“fermalo … FERMALO !”




-“Oh cristo ….”






















Apro gli occhi


Sono in una stanza
C'è una grossa luce al neon posta sopra di me
Non vedo nient’altro
Sono sdraiato

Sono legato









-“si è fermato finalmente, dottore venga qui”
-“ma dove sono ?”

Un uomo arriva velocemente alla mia destra
riesco vagamente a distinguerne i contorni

-“cristo santo sembravi posseduto, ci sono voluti 5 uomini per tenerti legato … devi provare un dolore allucinante”
-“cosa è successo ?”
-“Matteo ti ha portato qui che eri svenuto, sei stato trasportato dentro e ti abbiamo portato subito in sala operatoria … eri messo male amico, noi abbiamo fatto il possibile”
-“mi gira la testa, ma cosa … dov’è Matteo ?”
-“è la morfina, abbiamo anche dovuto sedarti”
-“cosa mi avete fatto ?”

-“ti ho rattoppato per bene amico”
-“già, credo che questo sia stato un ottimo lavoro, complimenti Giorgio”, dice un tizio
-“dai è stato un lavoro di squadra … “

-“perché sono ancora legato ?”, chiedo
-“oh!, scusaci amico, ecco ti liberiamo subito”

Ho contato sei fibbie che scivolavano

Dovevano avermi impacchettato per bene

-“adesso spostiamo il lettino in modo che tu possa metterti seduto”
-“ok, grazie”

Il rumore della manovella mi solleva la schiena
Il letto si porta quasi dritto

-“ok, mi spiegate cosa mi avete fatto ?”
-“per prima cosa la tua mano era un disastro, vero Giorgio ?”
-“già un vero disastro, ma che cazzo ti è passato in mente di richiuderla in quel modo?”
-“ero braccato e avevo poco tempo”, rispondo
-“braccato ?”
-“da quei cosi, ero circondato”

-“comunque l’abbiamo riaperta e abbiamo sistemato quello che siamo riusciti a recuperare … adesso la vedi gonfia, ma dovresti recuperare nel giro di qualche settimana … abbiamo fatto un buon lavoro di taglio e cuci in quella zona ... abbiamo messo delle fasciature più resistenti, data la situazione frenetica, non sappiamo quando potremmo sostituirle di nuovo”
-“vi ringrazio … ma ancora non riesco a vedere”, rispondo
-“e proprio questo che volevamo domandarti, cioè, avevi due fori di proiettile e delle bruciature sul volto … presto riacquisterai la vista … anche lì un ottimo lavoro, vero Giorgio ?”
-“impeccabile, non abbiamo mai dovuto lavorare tanto su una sola persona in vita nostra … ahahahah”
-“comunque : perché avevi due fori di proiettile ?”
-“stavo cacciando nel bosco e mi sono imbattuto in un cacciatore, lui ha tentato di uccidermi”, rispondo
-“e tu…”
-“l’ho ucciso per primo”
-“ ….. co… cosa ne pensi Giorgio ?”
-“legittima difesa, giusto ?”
-“legittima difesa”, rispondo
-“occhei, a me va bene … comunque la quantità di cuciture sul tuo corpo è impressionanti, tutto da solo ?”
-“tutto da solo”, sospirando
-“mio dio, hai mai visto una cosa del genere Giorgio ?”
-“mai nella vita … mai nella vita”
-“devi aver perso una quantità di sangue enorme ?”
-“ho cacciato e ho mangiato … ho imparato in fretta”, guardando in faccia Giorgio
-“sei un vero sopravvissuto mio caro, ti ammiro molto”
-“tra quando potrò tornare a vedere ?”
-“ti abbiamo tolto un po’ di residui di polvere da sparo in un occhio, l’altro era solo sprofondato nell'enorme ematoma che c’era cresciuto intorno … lo abbiamo sgonfiato … ma il colore dei tuoi occhi è strano”


Il mio respiro aumenta

-“in che senso ?”
-“sarà per colpa del trauma, ma hai le iridi di un violetto strano … cosa riesci a vedere esattamente ?”
-“vedo le vostre figure, ma sono sfocatissime”
-“ci credo, ed è un miracolo, vero G…”
-“ti prego, non cercare sempre l’approvazione del tuo amico … da fastidio sta cosa”, gli dico interrompendolo bruscamente

-“scusa era una cosa che ci facevano fare al corso, ci sostenevamo a vicenda così”
-“corso ?”, domando
-“il corso di specializzandi che stavamo frequentando prima che succedesse tutto questo”



Perfetto




Chissà che cazzo mi hanno combinato a queste ferite





Almeno ho capito che sono nell'ospedale e le mie previsioni erano giuste

Si sono rifugiati qui dentro e avranno fortificato tutto





Sono in una fottuta gabbia










Provo ad alzarmi ma mi bloccano

-“no no, non puoi muoverti da qui, tra poco viene il capo e vuole conoscerti”
-“il capo ?”
-“un tizio dell’esercito che ha organizzato tutto questo che ved… cioè, il tizio che ci ha salvato dall'infezione e che ci protegge da quei tipi la fuori”
-“capisco”
-“e poi hai le flebo attaccate …”
-“non posso fare neanche due passi ?”
-“nelle tue condizioni non so come tu faccia a parlare senza urlare ?”
-“Chi Kung, è l’arte della respirazione …. se passeggio mi distraggo meglio però”
-“accidenti … hai sentito Giorgio ?



Che palle 'sti due



mi hanno “curato”


vorrei risparmiarli
ma dipende la loro






mi metto in piedi

la testa mi gira troppo
devo sorreggermi all'asta delle flebo

-“mi avete dato roba forte, è ?
-“non potevamo fare altrimenti”


Siete stati fortunati che l’istinto sia stato assopito da questi tranquillanti
e lo sono stato anch'io

Fare il pazzo qui dentro ?
Sarei morto dopo due secondi


-“la vista dovrebbe tornarti nel giro di poco tempo ad un occhio … mentre all'altro ci vorrà un po’ di più”
-“ottimo lavoro ragazzi, ottimo lavoro”






fanculo devo andarmene subito da qui






-“Alessandro, ma dove cazzo vai ?”

Mi grida Matteo da un corridoio

-“passeggio”
-“vai subito a letto, sei ridotto male, devi riposare”
-“ma che vuoi che sia … e poi sai che sono un terminator”

-“terminator, era questa la parola che non riuscivo a ricordare Giorgio”, dice il tizio

Mi giro di scatto verso di lui
-“non riuscivi a ricordarti la parola “terminator” ?”
-“si quello stupido film, quel coso lì …”

Mi giro verso il mio amico
-“toglimelo di torno o lo ammazzo”

Matteo scatta verso i due e li afferra per le braccia
-“ok ragazzi, non dovreste ripulire tutto quel macello in sala operatoria ?, andate su”





Fa una decina di passi e poi torna verso di me


Mi accascio su una panca

-“scusami, ma mi hanno toccato terminator”
-“lo so è imperdonabile … pensa se avessero detto che Commando è un film di merda”
-“sarebbero stati impalati da quest’asta ed esposti in pubblica piazza”
-“e se lo sarebbero meritato”

Si gira verso di me e scoppia a ridere
Io lo seguo a ruota



-“che bello averti qui amico”
-“ne sono contento anch'io”
-“dovresti riposare però”
-“non preoccuparti, ma dimmi come è organizzato questo posto ?, quanti siete ?”

Lui si sbraga sulla panca ed inizia il suo monologo

Gli è sempre piaciuto fare monologhi

-“Siamo una ventina, tutti civili per la maggior parte … poi ci sono dei militari con noi, ci hanno dato delle armi e possiamo farne quello che vogliamo”
-“tipo il secondo emendamento quindi”, mi piace interromperlo al volo
-“hai detto bene”
-“hai sparato ?”
-“ad un paio di tizzi”
-“come ti senti ?”
-“sembra quasi sbagliato, non ho dormito per un po’ … ma sta passando”
-“ti fa andare fuori di testa una cosa del genere”
-“ma senti che cazzo di discorsi, te, ridotto uno straccio, che cerchi sempre di psicanalizzarmi … tu piuttosto, raccontami come cazzo hai fatto ad essere sopravvissuto a tutto questo la fuori”
-“culo”
-“culo ?”
-“sempre e solo culo amico”


Scoppia di nuovo a ridere








Mi sento bene

Quella voglia omicida che mi assale sembra essere sprofondata da qualche parte


Ma sta covando rabbia

Esploderà

Non voglio che lui ci finisca in mezzo




Alla fine gli voglio bene
È un bastardo cocciuto
Ma è sempre uno dei miei migliori amici

ne ho pochi ma buoni

non so come facciano a sopportarmi

le altre sono solo conoscenze
non mi lego a molte persone




Spero che anche la mia parte incosciente se ne renda conto quando esploderà















Sento dei passi

Un tizio si avvicina

-“Matteo, il colonnello vuole che andiamo a recuperare le armi del tizio che ha sparato al tuo amico”
-“sei il fattorino del colonnello, Matté”

All'improvviso smette di ridere

Il suo tono si fa più serio

-“quel tizio nel bosco … a me avevi detto che era un infetto”
-“era un cacciatore”
-“ma avevi detto un infetto”
-“ha cercato di assalirmi e l’ho ucciso”

Si alza in piedi e mi urla contro
-“tu hai ucciso un essere umano ?”
-“si”
-“tu ?”
-“già”
-“non ci credo, basta con le stronzate … dimmi la verità”


fottute amicizie


-“senti Matté, quel tizio si è avvicinato, voleva uccidermi … mi sono difeso”
-“e come l’hai ucciso … fammi capire ?”

Si siede al mio fianco e attende la risposta

-“senti Matté, noi dobbiamo andare, il colonnell…”
-“fanculo te e il colonnello, portati qualcun altro”, trocando subito il discorso

Il tizio si gira e se ne va di fretta

-“questo colonnello vi tiene tutti in riga è ?”,  bisbiglio
-“si si, non cambiare discorso … stavi per dirmi come hai ammazzato quell'uomo”
-“Mattè, lo sai che odio essere psicanalizzato”
-“lo so”
-“e tu lo fai lo stesso”
-“esatto”
-“ok … io … non so cosa dire”
-“dimmi la verità, ti conosco troppo bene”

Il respiro aumenta

Il battito si fa più veloce

-“non ricordo … è stato tutto un attimo”
-“non ricordi”

Sento che l’oscurità mi sta avvolgendo di nuovo

-“non possiamo lasciar perdere”
-“no, voglio sapere”

Inizio a strizzare gli occhi velocemente

La vista dell’occhio destro sembra essere più nitida adesso

-“sai che ci vedo meglio da un occhio … figo è ?”
-“perché cerchi sempre di sviare ?”

Faccio un respiro profondo e cerco di mettere a fuoco c’ho che ho intorno

Il corridoio è lunghissimo
Una serie di finestre lo illuminano completamente
una strana maglia di metallo sembra essere stata saldata "alla buona" intorno ad ogni vetro

Sono al piano terra

Alcune siepi ondeggiano accompagnate da una brezza 

Un breve giardino composto da un paio di alberi, si affaccia sulla strada principale

un boschetto costeggia la collina oltre il guard rail

Ci sono molte auto e tre camion dell’esercito




-“Ehi, sto parlando con te”
-“non posso risponderti”



Con la mano mi sfilo l’ago della flebo

La cannula percorre a ritroso la vena del mio braccio

Fuoriesce portandosi dietro un po’ di gocce di sangue

-“che cazzo fai ?”
-“non mi serve più sta roba”

Mi alzo in piedi e mi avvicino alla finestra

Alcune gocce cadono sul pavimento

-“Alessà ma che cazzo ti prende ?”
-“niente, volevo solo guardare meglio il panorama”

Lui si alza e si avvicina a me

-“stai gocciolando sangue sul terreno”
-“non mi importa”
-“ma perché ti comporti così ?”
-“sto bene, voglio solo stare davanti alla finestra”
-“mi spieghi cosa ti succede ?, cosa ti è capitato in quel bosco”

Ad ogni nuova domanda l’impulso cresce

La fame sta prendendo il sopravvento


-“butta fuori quello che hai dentro, ti farà bene … me lo dici sempre”



Cerco di controllare il respiro

-“non posso buttarlo fuori … deve rimanere sepolto”
-“perché ?… che vuoi dire ?”

-“vago … sono tre settimane che vago cercando di sopravvivere”
-“lo so, e questo ti rende un grande … sei sopravvissuto tre settimane a quei cosi … forse li conosci meglio di noi … forse li conosci meglio di chiunque altro”



Apro al finestra con delicatezza

-“li conosco bene … sono stato in mezzo a loro … ho capito cosa sono”
-“e cosa sono ?



-“puro istinto amico mio … puro istinto”








So che è qui
Mi ha seguito

Siamo stati pochi giorni insieme, ma è diventato in gamba


Mi guarda da dietro una siepe

Sa che l’ho visto







-“non posso restare qui Matté”
-“ma che cazzo dici ?, che cazzo di prende ?”


-“potrei farti del male … e non voglio”
-“perché dovrest….”



Il suo respiro si strozza di colpo

-“sei un infetto ?”
-“molto di più … la mia infezione è speciale”
-“hai ucciso della gente ?”
-“non psicanalizzarmi ancora”

Gli sorrido

-“quanto ti parlo posso controllarla … ma quando non sono cosciente lei prende il sopravvento … uccido qualsiasi cosa … infetti compresi”



Lui si pietrifica e fa un passo indietro



-“non voglio farti del male, ecco perché me ne sto andando … non seguirmi”


Lui fa un lungo respiro

Guarda a terra

Una lacrima gli scende lungo il viso

-“perché proprio a te … tu eri… “
-“ non lo so … non mi interessa”



Guardo fuori
Mi sta aspettando pazientemente



-“mi dai un kit di pronto soccorso ?”
-“a cosa ti serve ?”
-“è per un amico”
-“un … uno come te ?”
-“si, devo curarlo … è solo un ragazzino”



Non ci pensa due volte
Si gira di scatto e va verso la prima stanza che trova


Ritorna con una piccola scatola di metallo


-“tieni”
-“grazie amico, te ne sono grato”
-“vai, non ti seguirò”
-“non ti sembra tutto un po’ romantico, forse dovremmo baciarci ?”


Scoppia a ridere

-“vai stronzo, prima che ti becchi qualcuno o dovrò spararti”, dice soffocando una risata




-“se mi incontri di nuovo … chiamami per nome … se non ti rispondo, piantami una pallottola in testa”


-“ok”


-“è l’unico modo per fermarmi velocemente …”




Lui mi guarda fisso

-“ok, lo farò”














-“addio amico”













Scavalco la finestra e corro verso la strada

Il ragazzo prontamente mi segue

Entriamo velocemente nel bosco che fronteggia l’ospedale





Spero di non rivederti più amico













Questa volta il mio lato oscuro è stato bravo







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