mercoledì, settembre 18

Misery



-“Sorpresa !
“Oggi è il tuo compleanno, Auguri”


“sveglia !”


“svegliati ! scemo !”




Apro gli occhi
Sono legato ad una sedia

Non so dove mi trovo

non è poi una grande novità


Ho un bavaglio alla bocca

Pian piano la mia vista mette a fuoco le cose intorno a me

Scaffali

Scatoloni

-“buongiorno piccolo mio !”

È un uomo

Ha gli occhi scuri

Una polo scura e un pantalone largo

-“ce ne hai messo di tempo a svegliarti”

Chi sei ?
Dove sono ?



-“ti ho trovato che fissavi una vetrina di mobili antichi, sei per caso un falegname ?”

Ma che cazzo sta succedendo ?

Inizio a divincolarmi
Ho mani e piedi legati con del nastro telato
Sono bloccato



Sono nelle sue mani


-“sai ieri ho visto un unicorno a pochi metri da me … era bello, volevo averlo tutto per me e gli ho sparato”

Mi mostra con fierezza il suo trofeo



È un povero cane a cui ha infilato un tubo di acciaio nel cranio

Povero cane


sono nelle migliori mani possibili quindi ... bene



L’uomo inizia a passeggiare nervosamente rimanendo a fissarmi

-“il tuo colore … il colore dei tuoi occhi è bellissimo … vorrei avere gli occhi come i tuoi”

E vivere mangiando le persone ? prendili pure stronzo !

Mi guardo bene intorno
Sono in un garage
La luce filtra attraverso una piccola finestra polverosa
Ci sono un sacco di damigiane piene di vino
Un grosso bancone di legno con appesi svariati attrezzi da lavoro

Il tizio incrocia le braccia e si mette seduto su uno sgabello
-“ti abbiamo portato qui, vogliamo vedere cosa sei …”

Abbiamo ?

-“sei pieno di bende e cuciture, non credo che ti serviranno … tu sei uno zombie”

Io non sono uno zombie !

-“un fottuto zombie destinato a decomporsi con il passare del tempo. Non mi credi ? guarda la tua mano, è già in putrefazione.”

La mano
Oh no, la cancrena
Gli antibiotici
Non ho disinfettato

Non voglio perdere la mia mano


-“tu e la tua gente siete il male!”

Slegami e te lo faccio vedere io il male



-“tu però sei un male particolare, ne abbiamo visto solo un altro come te”


Un altro ? allora non sono solo

-“abbiamo cercato di prenderlo e ha ucciso sei uomini quel bastardo !”

Però, in gamba il tizio



-“te invece eri immobile come un fantoccio … ahahahah”

Una risata fastidiosa

Ride
Ride di me

Mi dimeno nervosamente e la sedia si sbilancia su un fianco
È una vecchia sedia di legno, dovrebbe rompersi
Deve rompersi

Cado rumorosamente a terra
Il suono, in quella piccola stanza, rimbomba tantissimo

Lui scoppia in una nuova risata
Mi indica e ride
-“vuoi scappare ?”

Si avvicina e mi rialza

-“non puoi scappare, sei nostro ormai”



Questo lo uccido perché mi sta antipatico … ecco







La figura si gira per rovistare nella cassetta degli attrezzi
Non so cosa voglia fare, ma non ho più tempo




Inizio a dondolare avanti e indietro

Sempre di più

Dai che ci sei quasi


Sposto tutto il peso in avanti atterrando sulla piante dei piedi

Le mie caviglie sono libere

Posso provarci

Ormai tutto il peso è qui
Con tutta la forza che ho, fletto le caviglie e porto il corpo all’indietro

La sedia si stacca da terra per una trentina di centimetri
Riatterra pesantemente su una delle sue gambe posteriori

Il peso è troppo per quel legno

Si spezza

Cado pedantemente su di lei finendo l’opera di demolizione
L’uomo si gira di scatto e si butta su una borsa per rovistarci dentro


Grazie “film d’azione di cui non ricordo il nome”, mi hai salvato
E poi uno dice che guardare la tv ti fa diventare imbecille

Ok, ma non proprio totalmente



Sono in piedi e sono incazzato
Alle gambe e alle braccia sono ancora attaccati resti parziali del legno

L’uomo mi guarda fisso. Ha in mano un fottuto coltello da macellaio
Si scaglia contro di me emettendo un urlo
Brandendo la sua arma sopra di se

È a pochi passi da me


La mia mano destra si stringe in un pugno talmente serrato che mi sembra di sentire le ossa delle dita che scricchiolano


Un diretto in pieno volto

L’impatto è talmente forte che lo fa cadere a terra come un pera

Mi tolgo il bavaglio

Il mio respiro si fa più veloce







Ho fame







 








Sono sopra di lui
Vedo il grosso coltello da macellaio a pochi passi da me

Un colpo secco e si conficca nella testa entrando quasi totalmente

Dai che non ti ho fatto neanche soffrire tanto
Ringraziami

Mi chino su di lui e con entrambe le mani afferro le sue guance
Dimmi grazie

“Grazie signore”, muovendo le mani per imitare il gesto della sua bocca
“e mi scusi tanto per averla messa in questa situazione di disaggio”
Non preoccuparti
“spero che il mio corpo sia di suo gradimento”
Lo spero anch’io amico, lo spero anch’io




Estraggo il coltello con forza
Il sangue misto con materia celebrale si spalma sul suo volto

Vorrei, ma non riesco a mangiare questo tipo

Non ce la faccio
Ma scherziamo ?
Mangiare una persona ?
Non ci riesco

Un conto è il black out, un conto è farlo da cosciente



Ma ho tanta fame





Troppa



Devo farlo, è nella mia nuova natura





Il coltello apre il suo ventre come se fosse fatto di burro
Il sangue inizia a sgorgare ovunque

Non resisto e chiudo gli occhi

Le mani iniziano ad affondare nelle carni come se avessero una memoria motoria nel farlo

Il respiro si fa più accelerato
Il battito aumenta



Apro la bocca




Viscido
Tutto molto viscido

I pensieri contrastanti nella mia mente si placano
Tutto quello che mi circonda è ormai offuscato

Le mani continuano il loro lavoro di smembramento
La mascella lavora da sola


Il mio stomaco inizia a riempirsi

Non ho ancora il coraggio di aprire gli occhi

Non riuscirei a continuare




Continuerei all’infinito ma devo smetterla
Sento un rumore di chiavi

Spalanco le palpebre e mi giro di scatto

Qualcuno sta aprendo la porta interna del garage

Devo prepararmi









La porta si apre ed entrano due uomini
Uno dei due lo conosco

-“cazzo quindi Alessandro è uno di loro”
-“no, è come quella che ha ucciso i nostri uomini nel bosco”

Quella ? avevo capito bene ?
è una ragazza quella che ha ucciso sei uomini a mani nude


Già la amo

Saremo la coppia di Adamo e Eva di questo mondo apocalittico





Ma che cazzo di pensieri mi vengono in mente ?

Devo saperne di più


-“Marco dove sei ?”
-“OH CAZZO, Giancà vieni a vedere, quello stronzo è scappato”
-“ma la porta era chiusa dall’esterno ?”





Infatti sono ancora qui




Esco da sotto il bancone e conficco il coltello da macellaio sul collo del tipo che mi trovo di fronte

L’altro tizio si getta di lato ed estrae una pistola dalla tasca

Estraggo la lama dal collo e il corpo cada ai miei piedi senza vita

Alzo le mani e lascio cadere il coltello a terra

-“brut… BRUTTO BASTARDO !”

Giancarlo se solo potessi parlare ti spiegherei il mio punto di vista, ma in queste condizioni




Cerco di avvicinarmi per instaurare un rapporto

-“Alessà, fermati o ti sparo, cristo !.  Porca puttana sei diventato uno di loro, me l’avevano detto, ma non uno di questo tipo, sei un fottuto assassino !”

Devo sapere

Compio un altro passo e mi inginocchio di fronte a lui


-“non ti avvicinare ho detto!”
Non hai mai sparato a nessuno e non lo farai neanche in questa situazione





-“sei un mostro”

Preme il grilletto e un boato rimbomba nella stanza

Mi sbagliavo

il tizio ha fegato alla fine






Sono cosciente
Vedo del sangue sgorgarmi da una spalla
La stessa spalla sinistra
Ormai ho un braccio groviera

Lui trema e lascia cadere la pistola davanti a se

-“sei pieno di sangue, sulla tua bocca … hai mangiato Marco”

Inizia a piangere

-“hai mangiato Marco”

Mi avvicino e gli metto una mano sulla testa

Lui inizia a tremare
Gli sorrido

Non sembra tranquillizzarsi

Gli faccio segno che non posso parlare

-“non riesci a parlare perché quando ti sei trasformato i muscoli di tutto il tuo corpo si sono irrigiditi.
Ho visto persone che non riuscivano a camminare”

Anch’io non riuscivo a camminare

-“non so se è per quello o altro, ma non vi ho mai visti parlare o emettere versi comprensibili”

Gli mostro quello che so fare

Mugugno

Lui si trattiene e si porta le mani alla bocca
-“sembra che tu stia venendo … ah … ahahah”

e scoppia in una risata


Io lo seguo a ruota



Siamo due soldati di due fazioni diverse

Nella nostra stessa stanza ci sono due cadaveri che io ho massacrato




E noi ridiamo







Un mondo folle








-“adesso che mi ci fai pensare, il gruppo mi ha detto che quella tizia gli ha gridato contro prima di massacrarne al metà”


Mi ammutolisco di colpo

-“ha i tuoi stessi occhi, voi due siete senzienti … è un’anomalia”

Mi alzo in piedi e mi dirigo verso la porta

Lui mi segue e mi afferra il braccio
-“devi aiutarci Alessà, questa cosa che hai di speciale può salvarci tutti”

Gli faccio no con la testa
-“dai, te non senti il dolore, prendiamo un po di pezzetti qua e là e poi ti lasciamo andare … promesso”

Io, all’allegro chirurgo, ci giocavo da bambino

Lo guardo duro e sillabo la parola “qua e là”

 -“dai lo sai cosa intendo! .. non sono mica un medico io! ... te forse puoi essere la soluzione”





Forse ?

Ma come, prima ero LA soluzione e adesso sono “forse puoi essere la soluzione" ?


-“sei uno dei pochi che siamo riusciti a catturare e poi hai questa cosa negli occhi”

Stanno brancolando ancora nel buoi e vogliono sfogarsi su di me per quello che fanno gli altri là fuori

Io non sono come loro

Esco dalla porta mi dirigo lungo il corridoio
Giancarlo mi segue

-“non puoi andartene, ci servi, cazzo … ma non lo capisci ?”

Continuo per il corridoio e inizio a salire le scale

Lui spara in aria un colpo e poi mi punta addosso la pistola
-“non costringermi a spararti di nuovo”


Troppi spari

Troppo rumore


Non li ha sentiti
Forse farebbe meglio a preoccuparsi di altro

Continuo a salire lungo la rampa

-“fermo o sparo!”

Fermo o sparo ?
Ma che sei un poliziotto adesso ?
Mi leggerai i miei diritti prima ?


Mi giro verso di lui
Sono arrivato all’ultimo gradino
La luce entra dal portone centrale

Allargo le braccia in segno di resa

-“bravo, adesso scendi che ti rimetto nel garage”

Non mi muovo di un millimetro



La mia ombra è su di lui

Un’ombra nera che lo avvolge
Un ombra che sta avvolgendo tutta l’umanità

Un’ombra che arriva con violenza

L’ombra di un virus che ha fretta di espandersi

Una folla di nuovi esseri che dominano questo pianeta

La stessa folla che compare alle mie spalle entrando a perdifiato nel palazzo
Mi passano affianco e scendono velocemente verso la loro preda


Rumori di spari

Poi solo un frastuono di roba messa a soqquadro

Mi faccio strada tra la folla che continua ad entrare



Esco dal palazzo ormai invaso







Ho scelto una fazione di appartenenza
meglio dire che il virus ha scelto per me



Sono un infetto





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