venerdì, settembre 20

scelte




Un passo dopo l’altro

Le mani in tasca

Vagabondare a zonzo illuminato solo dalle stelle

Vado a tentoni in alcuni tratti
La vista non è ancora adattata al buio vero

Sento delle presenze intorno a me

Non mi importa, qualcosa mi spinge ad andare altrove








L’alba mi ha regalato un paesaggio molto più collinare con un manto boschivo fittissimo

Le montagne sembrano sempre più vicine



Zone che attraversi in fretta e furia dentro la tua auto

Dettagli sfuggenti che ora sembrano immensi

Le sto attraversando alla ricerca di una meta che pare non arrivare mai







Una strada deserta

Percorro un infinito rettifilo
Ho seguito la sua linea bianca per non so quanto tempo







Solitudine


Solo io e i miei pensieri

Pensieri che ogni tanto cozzano tra di loro

Mi riportano a vaneggiare, a pensare alle mie colpe
Quando succede mi concentro su altro


Ad esempio, questa cazzo di voce !?!?!

Non ne posso più
Comunicare è difficile e, viste le mie condizioni, vengo spesso frainteso

Ho avuto molto tempo per schiarirmi la voce
e, massaggiandomi il collo continuamente, sono giunto ad un buon risultato

Ora bisbiglio

Un bel progresso



Mi è apparsa questa situazione tipo in mente :
io ed un sopravvissuto
Lui mi punta un’arma a dieci metri di distanza
Io gli faccio segno di avvicinarsi per chiarire le cose che “c’ho la gola secca”



Mi balza alla mente sempre lo stesso finale








Dopo una serie di curve mi appare un paesaggio diverso

Case abbandonate lasciate di fretta e furia spuntano tra la vegetazione
Hanno quasi tutte le porte spalancate

Campi pronti per essere arati ancora con i mezzi agricoli ben in mostra





Altre case, invece, sembravano fortificate
Aumentavo il passo 
sguardo basso
alzavo le mani in alto quando ci transitavo davanti

Sentivo i fucili puntati addosso

Non volevo problemi

Non ora





Disperso nel nulla in questa zona periferica, mi si palesa a bordo strada un gigantesco cartellone pubblicitario
È l’insegna di un centro commerciale


Mi fermo
Lo osservo a lungo

Un’enciclopedica esperienza di film mi ricorda i pericoli che potrei incontrarvi
La zona dove si concentra la maggior parte dei sopravvissuti per fare provviste
Armati in ogni modo

E la controparte
Perché c’è sempre la controparte che attende il loro arrivo



Morte certa o Carne gratis ?

Decido di proseguire per scoprirlo












Mi avvicino sempre di più a questa gigantesca scatola di cemento che deturpa il paesaggio circostante

L’insegna è spenta

Presumo che non arrivi più corrente in questa zona


Il tetto ha ampie vetrate di un verde chiaro
Sulla facciata ci sono due entrate, ognuna delle quali ha la saracinesca abbassata

Un paio dei miei colleghi ci stanno sbattendo contro per cercare di entrare

Avranno sentito un rumore ?

C’è qualcuno all'interno che cerca riparo ?




Mi avvicino ancora un po'



Il parcheggio è semi deserto
C’è solo un’auto posta di traverso vicino l'ingresso di sinistra


Cosa vorrà dire ?

Da dove sono entrati ?





Percorro il perimetro dell’edificio e noto una porta di servizio

È chiusa

Gli do un paio di calci

I miei colleghi sentono il rumore e si dirigono nella mia direzione

Io torno indietro mentre loro sfogano le loro frustrazioni su quella povera porta antincendio



L’auto è stata posizionata per ripartire al volo

Da le spalle alla saracinesca di destra





Mi avvicino e provo a tirarla su

È sbloccata




Ingegnosi

I miei simili non pensano a tirarla su, ma a passarci semplicemente attraverso
La alzo delicatamente quel tanto che basta per sgusciarci dentro




Non voglio dare problemi
Loro hanno ancora una via d’uscita sicura
Il duo di scalmanati è rimasto a dare calci alla porta di servizio

Mi guardo intorno e cerco di capire dove possono essersi nascosti

Non li vedo



Adesso che sono qui mi tornano in mente le mie priorità

Devo arraffare un po’ di cose dalla farmacia






Il tetto sembra altissimo
Due scale mobili si ergono dal centro e tangenzialmente portano al piano di sopra
Una sorta di fontana presidia la zona centrale
I negozi sono disposti sui lati lunghi della struttura
Ognuno con il proprio logo e le loro vetrinette sistemate per cercare di attirare il cliente nel miglior modo possibile

Qui, a quest’ora, dovrebbe esserci sempre un gran casino di gente

Questo posto completamente vuoto mette quasi tristezza







L’acqua della fontana è in quiete
Una quiete surreale per la sua progettazione
Istintivamente mi ci butto dentro



Rimango a mollo per un po’

L’acqua cambia colore

Una tonalità di rosso scuro mi ricorda perché sono voluto entrare in quella gabbia

e se ho tempo, mi rifaccio anche il guardaroba … ecco




Salgo la scala mobile
le scarpe, ormai zuppe, producono la classica pernacchia ad ogni mio passo
questo rumore rimbomba nel locale in una maniera buffa

sorrido




la farmacia è aperta
che culo

mi sto dimenticando completamente delle altre presenze

loro si sono accorte di me
ne sono certo

con lo sguardo non riesco a trovarli
se sono abbastanza lontani potrebbero scambiarmi per un sopravvissuto
o almeno lo spero 



comportarsi normalmente


mi porto il braccio destro sulla spalla sinistra e fingo dolore col volto

“oh quanto mi fa male questo braccio mio”



procedo lentamente
loro mi osservano
lo so che mi osservano


il tutto mi sembra ridicolo, ma sono ormai a pochi passi dall'entrata della farmacia




entro e chiudo la porta dietro di me


tiro un respiro di sollievo

un locale molto piccolo 
sembra ben fornito

mi sposto rapidamente dietro il bancone e mi accuccio a terra

ho molto lavoro da fare

ma devo prima assicurarmi di non essere disturbato


da questa postazione vedo la saracinesca è semi aperta

l’auto è ancora lì





nella farmacia c’è uno specchio vicino il bancone
mi ci paro davanti

ho un aspetto terribile
spaventosi occhi violacei spiccano sul mio volto
dalla barba e dai capelli bagnati gocciola acqua sporca
i miei vestiti sono tutti zuppi e strappati
i pantaloni hanno un colore innaturale, una sorta di letame misto a schizzi di sangue con altra roba attaccata sopra ... indescrivibile

un quadro astratto fatto male



mi tolgo la maglietta e mi avvicino

i punti sono ormai secchi
li tiro via e vedo con stupore che i tagli si sono rimarginati

un lacrima mi scende lungo il viso


POSSO GUARIRE ! 
FANCULO ALL'INFEZIONE !


Sono pieno di gioia



Ma posando gli occhi sulla spalla sinistra, ella si affievolisce

Il buco che avevo richiuso ha un bozzo di pus ad un fianco

“sicuramente non è lupus”

Ho ancora una pallottola in corpo

Tolgo le bende per vedere meglio ciò che resta della mano

Alcuni punti si sono rimarginati mentre una parte è gonfia e anch'ella piena di pus

Ok
Ho tutto l’occorrente

Ma prima il proiettile



Pulire
Estrarre
Cauterizzare
E pulire ancora

Sembra facile a dirsi

Devo giocare a fare il dottore






Organizzo il bancone facendo cadere tutto a terra

Pulire

Trovo una boccetta di alcool puro e la butto dentro
Qualcosa frigge
Bene


Estrarre

Ho trovato un bisturi e una pinzetta
Ho una mano sola, devo alternare

Allargo la ferita tagliandola lateralmente per vederci meglio dentro
Sul riflesso dello specchio arriva uno schizzo di sangue

Non ho tempo
Infilo la pinzetta e inizio a pescare
Non ho sensibilità
Non sento la sua presenza
Fanculo !


Mi piego in avanti verso lo specchio ed inizio a cercare il proiettile con l’indice

scie di sangue mi percorrono tutto il braccio


Ancora più avanti



Improvvisamente sento un rumore metallico che rimbalza sul pavimento

Una piccola biglia argentea è caduta a terra  


Con le maniere forti si ottiene sempre tutto




Ok


Cauterizzare sto macello al più presto

Fonte di calore

Trova

Cerca

Non c’è un cazzo qui dentro


Apro un paio di cassetti


nulla


Apro il cassetto sotto la cassa


Un fottuttissimo pacchetto di sigarette aperto con dentro un accendino



Dio benedica i fumatori


Vedo un piccolo vassoio rettangolare

È perfetto

Lo poggio sul bancone in modo che una parte ne rimanga fuori
Inizio a riscaldarlo

Piano piano diventa di un bel colore acceso

Il legno del bancone inizia a scurirsi sempre di più

Ok è fatto

Lo prendo all'estremità
Mi specchio e premo con tutte le mie forze un po’ su tutta la spalla

Fori nuovi, fori vecchi
Crepi l’avarizia

Uno strano sfrigolio inizia a farsi udire

L'alcool intorno alla ferita ha preso anche fuoco

La bistecca alla brace è pronta

Credo possa bastare, altrimenti si fa quella crosta di carbonizzato e poi il cliente me la rimanda indietro perché troppo cotta


Lancio il vassoio a terra e noto che la mia impronta digitale ne è rimasta attaccata

Porca troia
Altro sangue
Altre bende

Ok finiamo prima questo casino


Pulire


Alcool che scorre a fiumi

E mi bendo nuovamente tutto con più strati possibili di garza



Per la mano ho un’idea innovativa
Recido lungo il palmo e ci premo sopra con il ginocchio

Sul bancone si sparge una quantità immensa di pus

Mi scappa quasi da vomitare

Anche qui alcool a fiumi, accendo e la mano va in fiamme per un secondo o due
spengo l'incendio agitandola e sbattendola ovunque

ha funzionato

Prendo un bicchiere e ci butto l’alcool dentro
Il mio pollice destro ne viene immerso completamente


Credo che un altro po’ di bende dovrebbero bastare, poi mi imbottisco di antibiotici a morte e posso filare via

che grande chirurgo che sono, se mi va bene domani sono morto ...





In quel preciso momento
Un calcio spalanca la porta e due fucili da caccia vengono puntati verso di me



déjà vu



Sono in piedi dietro il bancone con il dito in un bicchiere
Il bisturi e le boccette di alcool sono sparsi sul bancone
Impronte di sangue ovunque
Sangue sullo specchio
Sangue sul pavimento

E quel vassoio, con due strati di pelle attaccati, finisce proprio sotto la punta del piede del tizio che mi guarda ed esclama :
-“chi cazzo sei pezzo di merda!”
-“guarda papà c’è sangue ovunque”
-“sta zitto figliolo e punta quel cazzo di fucile in faccia a questo fottuto stronzo!”


Ok, ammetto che la situazione non era delle migliori

“La farmacia è chiusa, non siamo di turno oggi”, bisbiglio

Il tizio fa un passo verso di me e, guardandomi male, ribadisce :
-“TU-CHI-CAZZO-SEI?”
-“ci siamo appena conosciuti e mi punti già il tuo arnese sulla faccia ?, sei ambizioso”
-“fai lo spiritoso ? come fai a non essere morto ? ti ho visto che ti operavi da solo senza muovere un muscolo … e poi che cosa hanno i tuoi occhi? … non sarai mica uno di quei cosi ? rispondi feccia!”

feccia ?!


Abbasso lo sguardo ed estraggo lentamente il dito dal bicchiere
-“non sono come loro … sono un po’ come un unicorno io”

Prendo una garza ed inizio a fasciarmi il dito
-“cosa cazzo dici ? cosa sei ?”
-“senti, amico mio, non voglio invadere il tuo spazio ulteriormente, prendo solo questa scatola di antibiotici e me ne vado, cosa ne dici ?”
-“dico che la posi quella cazzo di scatola e mi dici subito chi cazzo sei !”
-“altrimenti che fai, spari ad un essere umano disarmato di fronte al tuo figliuolo ?”
-“essere umano una sega! … te sei sicuramente un infetto del cazzo!”
-“io la vedo così, hai due possibilità : la prima è che mi lasci andare ed io ti elimino pure gli infetti che sono al di fuori ... un mio regalo per la tua generosità ….”
-“e la seconda possibilità quale sarebbe ?”

Attendo

Il tizio prende un bel respiro in attesa della risposta

-“che mi prendo la scatola, uccido te e poi mi mangio tuo figlio … o lo faccio diventare uno come me, non ho mai provato questa possibilità … ma c’è sempre una prima volta, giusto ?”

Il figlio inizia a tremare e indietreggia
-“lascialo andare papà, ci libera il camino così possiamo tornare a casa”

-“tuo figlio è saggio, prendi esempio … papà”

Il tizio non risponde, per un secondo sposta lo sguardo verso il figlio



È mio
Afferro il bisturi e con un balzo scavalco il bancone
La lama entra nella sua tempia sinistra spingendolo verso la direzione opposta
Finisco a terra e rotolo al centro del locale
Il figlio vede il padre cadere di sasso e sfondare un espositore di cosmetici
In quel breve attimo gli sono addosso
Cadiamo entrambi a terra
Sono sopra di lui
La mia mano gli stringe il collo, mentre con l’altra spingo via il fucile
Mi guarda terrorizzato
Avvicino la bocca al suo orecchio :
-“tuo padre non ha voluto darmi ascolto, non avevo scelta … mi dispiace ragazzo”

Con tutta la forza il mio gomito sinistro infrange il suo naso
Il ragazzo urta la nuca a terra per il contraccolpo e sviene


È ormai privo di sensi


Mi alzo in piedi e lo guardo




La fame mi assale



Devo recuperare il sangue perso

Potrei svenire da un momento all'altro











Pensa

















Compassione

Questo nuovo sentimento è riemerso così dal nulla


Quel ragazzo vivrà per il resto della vita con un desiderio di vendetta nei miei confronti





Vivrà








Ho portato il padre di fuori e l’ho consegnato ai miei amici infetti
Loro hanno banchettato azzuffandosi all'infinito
Poi hanno smesso all'improvviso richiamati da un rumore che proveniva dal bosco retrostante


Era giunto il mio turno di pranzare

Non ero diventato improvvisamente un avvoltoio

Non mi cibavo degli avanzi altrui ma, date le circostanze, ho fatto un’eccezione



Ho deciso di trascinarlo con me all'interno del bosco









Un corpo ancora caldo che aspetta di essere scuoiato per bene



e ha anche la mia taglia










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