martedì, ottobre 8

sympathy for the Devil





seduto
gambe incrociate
testa china 

sguardo a terra


Con le dita traccio segni sulla pozza di sangue davanti a me


Pavimento liscio
bossoli di proiettili sparsi un po' ovunque



C’è un improvviso  movimento
Alcune figure mi sfrecciano ai lati

Corrono molto veloce
Ad ogni loro passo calpestano dei ciocchi di vetro
Il loro obbiettivo deve essere vicino




Il corridoio sembra infinito
le barricate che ricoprivano le finestre sembrano esplose verso l’interno

Legni e pezzi di metallo ovunque



La luce entra liberamente
Illumina alcuni cadaveri riversi al suolo

Mi avvicino per osservargli meglio

Sono dei ragazzi
volevano difendere la loro postazione a tutti i costi




Non ce l’hanno fatta








Devono essere entrati da qui
Credo di essere entrato con loro




All'esterno, le auto e alcuni mezzi dell’esercito sono piene di buchi di proiettile

Decine di corpi sono accasciati al suolo in maniera scomposta lungo il piccolo giardino esterno




Non sono riusciti ad entrare







Trascino il mio corpo verso il lungo corridoio
Una scia di sangue mi segue

Ho molte ferite





Attraverso vari corridoi


Desolazione

Odio


Rabbia



Fame




Paura






Delirio







Porte sfondate mi mostrano l’interno di stanze completamente vandalizzate





Chissà in quanti mi avranno seguito ?
Sono stato io a portarli qui ?



Che domande inutili

Portano inevitabilmente alla mia mente risposte altrettanto inutili











Urla e spari provengono dal piano di sopra

Le raffiche dei colpi diminuiscono di intensità
Invece le urla aumentano ogni secondo di più







Poi più nulla


Silenzio








Mi ritrovo davanti le scale che conducono ai vari piani




A terra c’è un uomo

Appena mi vede tende il braccio verso di me
-“aiuto … aiutami amico”

Lo guardo immobile

Gli afferro la mano e cerco di metterlo seduto
L’uomo appoggia la schiena contro il muro per tenersi su

Mi accovaccio di fronte a lui
-“cosa è successo ?”
-“sono entrati … erano … erano a migliaia”
-“adesso dove sono ?”
-“qui ... ci stanno uccidendo tutti”


Alzandomi in piedi, mi dirigo verso un grosso estintore appeso al muro
-“aiutami …”

Sollevo l’oggetto e lo poso a terra
Lo trascino vicino a lui

-“sei stato morso ?”, gli chiedo
-“si … credo di si”
-“sei stato infettato quindi ?”
-“si ….”




-“mi dispiace …”

Afferro il pesante oggetto e lo fendo dall’alto sul suo cranio
La testa si accartoccia su se stessa

Sembra di vedere tutto la rallentatore

La parte alta del teschio si frantuma e ne fuoriesce materia celebrale che schizza su di me

Il tizio non emette neanche un suono

Un’altra serie di colpi si abbattono sul suo corpo inerme



Il rumore che produce l’estintore, quando viene finalmente lanciato a terra, risuona tutt'intorno




Affondo la mano destra nel suo cranio e ne estraggo un pezzo

Si scioglie nella mia bocca
Continuo con altre due belle manciate

Sembra di pescare degli orsetti gommosi da un sacchetto





Altri rumori richiamano la mia attenzione

Le mie mascelle smettono di lavorare e lascio cadere a terra quello che sarebbe stato il mio prossimo boccone




Lentamente salgo le scale



Sulla soglia del pianerottolo del primo piano, vedo che alcuni miei amici stanno banchettando allegramente
Le loro mani lavorano in modo quasi meccanico

Mi avvicino e li tocco entrambi

Si alzano


I loro sguardi inizialmente aggressivi, si placano in pochi istanti


Non voglio il loro cibo
Non sono una minaccia


Riprendo a camminare e loro mi seguono lentamente
Senza una ragione precisa mollano il loro bottino duramente conquistato



Questo corridoio si biforca



Alla mia sinistra, un marasma di infetti in piedi guarda il soffitto
Nei loro occhi bianchi, le pupille roteano all'infinito

Sono gravemente feriti

Ogni due secondi circa, uno cade a terra spegnendosi definitivamente


Mi dirigo verso di loro

Allargo le braccia e cerco di sfiorarne il più possibile




In molti mi seguono
















Abbiamo inondato quest’ospedale
Come una gigantesca onda nera ci siamo abbattuti su questo scoglio cristallino

Inquinandolo irrimediabilmente





Trovo altre scale
Raccolgo da terra un pezzo di un'asta per le flebo



Man mano che salgo nei vari piani, percuoto il passamano con quest’oggetto di metallo


Un rumore ipnotico 
Sempre più pecore si uniscono al mio gregge



I piani deserti dell’ospedale mi portano ad una conclusione
Molte scale antincendio sono state usate dagli infetti, non possono essere fuggire in molti





Se la marea nera sale, la parte dello scoglio che rimane cristallina è quella più in alto
















All'ultimo piano dell’edificio trovo un pugno di uomini

Prendono la mira ed iniziano a sparare alla rinfusa

Urlano tutta la loro rabbia




La marea mi scavalca e li sommerge in un attimo




Vengono inglobati in pochi secondi



Aggiro i loro corpi e li spingo per le scale






La porta rossa del tetto è stata sbarrata dall'esterno
il maniglione anti panico è stato bloccato 





Inizio a prenderla a calci

Il mio corpo è troppo debole

ma la cavalleria arriva in un baleno



Tra spinte, pugni e calci
I cardini iniziano a cedere



-“tenetevi pronti … stanno per arrivare”, urla un uomo oltre questa barriera


-“pronti a fare fuoco”


Decido di allontanarmi e di scendere sul pianerottolo sottostante



Appena la porta cede cadendo al suolo, una pioggia di proiettili proietta alcuni infetti contro il muro retrostante



Calibri pesanti



La marea cerca di varcare quella soglia ma si trova un arsenale puntato contro


Rumore di corpi che vengono perforati e cadono a terra
Braccia che vengono tranciate di netto
pezzi di muro saltano letteralmente




Il mio sguardo si posa verso il basso


Un sorriso appare sul mio volto

-“non si può fermare … non potete fermarci”, bisbiglio





Dalla rampa delle scale altri infetti salgono richiamati dal forte rumore


Sembra quasi una situazione di stasi

La porta è quasi coperta da un cumulo di cadaveri ammassati

Alcuni infetti fanno anche fatica a scavalcarla






Afferro entrambe le ringhiere ed impedisco ad altri di salire
Inizialmente cercano di spingermi via, ma poi si arrestano tutti




Gli ultimi infetti cadono oscurando quasi totalmente l’ingresso



-“cazzo, sembra siano finiti”, esclama un tizio
-“cessate il fuoco”, urla un altro
-“fate silenzio, cazzo !”







Silenzio



Un silenzio che distogli l’attenzione
Le pupille della marea iniziano nuovamente a roteare non avendo stimoli esterni



Salgo i gradini lentamente
Mi porto davanti alla montagna di cadaveri che questo avamposto ben fortificato ha generato


Riesco a vedere attraverso
Sono disposti lungo il perimetro del terrazzo

Con le armi puntate verso l’entrata


Evidentemente sono bloccati li
Potrebbero calarsi lungo il muro, ma temo che altri infetti li stiano osservando dal basso





-“colonnello”

L'uomo balbetta qualcosa

-“fermi … non sparate … sei Alessandro, giusto ?”

-“voglio solo sapere se lei è il famoso colonnello”
-“si, Colonnello Maurizio Masio …“
-“che bello …. le faccio i miei auguri, lei ha vinto oggi”
-“cosa ?”
-“non è il suo compleanno ?”
-“testa di cazzo vieni fuori, che ne parliamo”

Faccio un passo indietro verso il muro e mi accovaccio a terra

-“posso farle un’ultima domanda prima di porgerle il mio regalo ?”
-“no”
-“dov'è quel figlio di puttana del mio amico ?”




-“credo sia morto … non ha saputo scegliere bene le sue amicizie”




Mi stringo la testa tra le mano

-“co…   come è morto ?”

-“si è suicidato il codardo, sparandosi un colpo alla tempia …”




Udendo queste parole il respiro mi si blocca
I sentimenti non ci sono più
La mente si è svuotata completamente
Una strana rabbia mi assale
Il mio cuore inizia a battere all'impazzata



-“potevi aiutarlo … potevi aiutare tut…”
Proietto il mio corpo verso la pila di cadaveri producendo un tonfo

inizio a spingere con tutta la forza che ho in corpo





Il colonnello da l’ordine di sparare

-“adesso è giunto il momento che ti dia il mio regalo”





La marea mi avvolge

Spinge con me la barriera di cadaveri


Poi con una forza portentosa la divide a metà
I corpi dei caduti vengono proiettati da tutte le parti

Sembra la deflagrazione di una granata 


Io ne sono in mezzo


Tra proiettili che mi sfiorano e corpi che corrono


La marea prende possesso del tetto in pochi attimi





Alcuni soldati vengono letteralmente dilaniati e lanciati in aria


Altri si buttano di sotto
Gli infetti li seguono lo stesso




Il colonnello viene atterrato da un paio di infetti che iniziano a morderlo da tutte le parti

Lui estrae la pistola di riserva ed inizia a sparare per liberarsi




Lentamente arrivo a pochi metri da lui

Spara un colpo che mi sfiora l’occhio sinistro



-“pessima mira colonnello”

Mi fiondo su di lui con un balzo


Altri infetti tentano di saltargli addosso, ma un urlo gli fa capire che questa preda è mia


Mia soltanto





-“eccoci qui colonnello”
-“uccidimi … non voglio diventare uno schifoso essere come te”
-“preferisci morire ?”
-“si, da umano … da essere umano”
-“ti capisco, questa infezione ti porta a fare cose poco piacevoli “
-“brutto bastardo, perché ci hai attaccato ? … ti avevamo curato, volevamo scoprire cosa c’era nel tuo sangue”
-“nel mio sangue c’è solo altra follia … avreste sprecato tempo … il mio sangue contagia gli altri e li rende più feroci di questi fantocci che vedi qui … si proprio quelli che stanno mangiando i tuoi uomini, ORA”


Il colonnello inizia a tremare

-"no ... non sei la soluzione quindi"
-"mi dispiace deluderla" 
-“allora uccidimi, uccidimi subito”
-“non è così semplice, prima voglio concederti una seconda occasione”


Asciugandomi il sangue sul volto, gli afferro il braccio destro con cui impugna la pistola


Con l’altra mano afferro la canna e la premo sulla mia fronte





Una seconda chance



Forse questa volta sarà quella buona













Prendo un bel respiro e chiudo gli occhi


-“prego colonnello, a lei l'onore”





























Il grilletto viene premuto






















CLICK


4 commenti:

  1. Ma finisce così? oppure c'è un continuo??? Ti prego continua la storia anche con altri personaggi sempre ambientata in questo mondo apocalittico che hai creato... Adoravo la narrazione a salti... mi ricorda molto la scesa nei gironi infernali di Dante e scrivi molto bene!!!

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    1. si finisce così il primo libro.
      grazie per i complimenti.
      Lo sto pubblicando anche su Amazon (riveduto e corretto).

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    2. Il secondo libro continua la narrazione del primo? non puoi lasciarci così...

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    3. certo, certo ...
      appena ho un po' di tempo continuo ...

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