venerdì, novembre 22

ritrovarsi






Un lancinante dolore alla testa mi sveglia e mi riporta nella mia dimensione temporale
49 deve essersi agitato molto durante la sua permanenza in questo mondo

Sono ricoperto di sudore

L’effetto dei farmaci sembra essere più lieve del solito
Lo dimostra il fatto che ho piena coscienza di me e di ciò che mi circonda
I suoni ed i colori sono più nitidi e definiti

Mi accorgo quasi immediatamente di avere qualcosa che mi spunta dalla faccia
Lo vedo fare bella mostra di sé nella zona periferica del mio volto

Un fottuto tubo trasparente che mi esce dalla bocca

Sono stato intubato ?
Per quale cazzo di motivo sono stato intubato ?

Inizio a tossire
La mia lingua si muove a fatica
Tossisco in continuazione

Non c’è nessuno in questa stanza ?



Devo calmarmi ma non è semplice


Provo a ruotare la testa e a spingerlo via con la lingua

Impossibile
Credo sia impossibile

Ecco perché 49 si agitava tanto

Fottute cinghie, mi impediscono ogni movimento

Nulla
Non posso fare nulla
Sono segregato in questa stanza abbandonato a me stesso

Il corpo cerca istintivamente di respirare da solo, ma il macchinario a cui sono attaccato non è d’accordo
D'altronde, lui fa il suo dovere e non vuole essere disturbato
Procede col suo ritmo regolare fottendosene di me
Non capisco da dove prenda la corrente



Devo lasciarmi andare
Rilassarmi
Godermi il momento
Il mio petto si gonfia regolarmente
Una bella flebo mi inietta "non so cosa" nelle vene
Adesso che ci faccio caso sono due
Meglio
Più roba entra in circolo e meglio è per me
Sono coperto per metà da una coperta marrone stile anni trenta, tutta stropicciata e rotta
Dalla finestra, il sole sbatte sulla nube di pulviscolo che mi circonda


Sono diventato un soprammobile
Almeno venisse qualcuno a spolverarmi di tanto in tanto
Un’anima pia che venga a vedere come sto, mi sento solo
Ho bisogno che qualcuno mi abbracci forte forte

o che mi pianti una pallottola in fronte

Per me è lo stesso


Che noia






Mentre mi godo appieno la mia nuova vita da comatoso, ecco che un volto fa capolino dietro il vetro opaco della porta

L’uomo rimane per un istante immobile

La voce rompe il silenzio

“com’è andata l’operazione ?”

Il volto ruota di profilo ed inizia a parlare

“è andata bene … credo sia andato tutto bene”
“credi ?”
“non ne sono sicuro al cento percento, quel tizio ha perso molto sangue”

Ma io mi sento bene

“posso vederlo ?”, ribadisce il primo uomo
“l’ho intubato, è attaccato a delle macchine … volevo avvisarti … lo so che ci tieni particolarmente a questo stronzo”
“ok”
“non so perché tu mi abbia obbligato a fare tutto questo”
“grazie Luca, grazie”
“vorrei strozzarti, ma ti rispondo con un : prego”



Questo tizio tiene a me ?
Chi cazzo devo ringraziare per tutto questo ?

Spero non lo faccia per amore … ho paura



Il volto scuro si scansa dalla vetrata opaca lasciando comparire lentamente un nuovo profilo
Riconoscerei quel fottuto naso ovunque
Non può essere lui !

La figura muove lentamente la maniglia e apre la porta
Una lacrima mi scende lentamente lungo la guancia

“ecco qui il nostro eroe … come stai Alessandro”

Non posso credere che sia tu
Come fai ad essere ancora vivo ?

“Non sapevo che Gola Profonda fosse il tuo nuovo soprannome”





Matteo

Sei vivo

Sei vivo figlio di puttana
Sei vivo

Una serie di lacrime di gioia iniziano a sgorgarmi a catinelle

“Ehi, piano … piano amico, che cazzo ti prende ?”

Quel bastardo del colonnello mi aveva fatto credere che fossi morto
Invece eccoti qui, come in un finale di un film, comparirmi d’avanti

Un film di quelli squallidi e brutti

Che cazzo di motivo aveva quel soldato di farmi credere che fossi morto ?
Forse, ipotizzando l’inevitabile fine che lo attendeva, ha scelto di impersonare il cattivo di turno e di andarsene con un ghigno sul volto
Ma io l’ho guardato fisso negli occhi
La paura lo aveva invaso
Non si muoveva più
Era pietrificato dal terrore

Non so neanche che fine abbia fatto
Sicuramente non deve essere stata molto bella

“vorrei tanto slegarti, ma so che fuggiresti”

Tu come hai fatto a sopravvivere?
Voglio chiedertelo
Devo sapere come siete sfuggiti a tutta quella mandria di infetti che prendeva possesso di ogni cosa

Inizio a scuotere la testa velocemente ed a indicare il macchinario con lo sguardo

“non lo so se puoi toglierti quel tubo”

“meglio di no, almeno così ha la bocca occupata”, interviene il dottore entrando nella stanza
“credo che gli dia fastidio”
“no, non gli dà fastidio”

certo che mi dà fastidio … CAZZO !

“credo che voglia toglierlo, sta saltellando come un pesce”
“forse la parte infetta avrà ripreso il sopravvento ?”

Mi blocco di colpo e lo guardo duro
Con lo sguardo gli indico il macchinario

“no no”, risponde
“credo che possa respirare da solo”, ribadisce Matteo che cerca di avvicinarsi
“fermo, no”, lo blocca il dottore, “non lo staccare, potrebbe morderti”

Richiamo l’attenzione su di me inarcando il busto verso l’alto e mostrando il dito medio

“ahahah, lo vede … non è in modalità infetto, possiamo liberarlo”
“si fermi le ho detto”
“senti, Luca, non fare il superiore con me o ti sbatto al muro”

Il testosterone del medico crolla sentendo quelle parole

“ok … ok, lo libero”

Il dottore si avvicina titubante
Posa entrambe le mani intorno all'adesivo ai lati della mia bocca e lo solleva lentamente

“Alessandro sei in te giusto ?”

Gli faccio segno con la testa

“questa manovra ti recherà un po' di fastidio … scusami e non mordermi”

Mi mette una mano davanti al naso e delicatamente estrae il tubo dalla mia trachea
Inizio a tossire e un conato di vomito si sparge su tutto il mio mento

“CRISTO SANTO !”, urlo sputando ovunque

Il tizio balza indietro di scatto

“ti spacco la faccia a suon di pugni, pezzo di merda … mi lasci così … ma non vedi che potevo respirare da solo ?”
“scu…  mi scusi”
“ti scusi … questo … questo … te ti scusi”
“mi dispiace, dovevo venire a controllare due ore fa”
“invece eri in giro a farti roteare il pisello con le mani ?”

Matteo mi fissa e si siede su una sedia in un angolo
Riesce a stento a trattenere una risata

“non c’è rimasto solo lei, io…”
“io STO CAZZO !”

Matteo scoppia a ridere

“ma certo lasciamo l’infetto con un tubo giù per la gola … a noi che ci frega”
“no, lei è stato trattato come gli altri”
“non so le tue perversioni sessuali amico, ma a me pareva di fare un pompino a quella macchina … e credo le stesse anche piacendo”

La risata fuoriesce da tutti i pori e Matteo cerca di trattenerla come può

“le chiedo di nuovo scusa per non averla controllata … credevo che l’anestesia sarebbe durata più a lung…”
“credevo. forse. magari. mi scusi. mio padre mi picchiava con la bibbia”
“cosa ?”
“ti ringrazio dei servigi che mi hai recato, ma adesso esci subito da questa stanza !”

Il tizio corre verso la porta ed esce velocemente

“la porta”, gli urla Matteo

Rimasti chiusi dentro la stanza, fisso il mio amico e scoppiamo entrambi a ridere
Una serie di colpi di tosse si accavallano alla mia risata

“come cazzo hai fatto a sopravvivere ?”
“mi conosci, sono uno che si adatta e scompare facilmente”
“già”
“sono rimasto chiuso per una settimana con Luca in una stanza”
“avete fatto sesso ? ti è piaciuto ?”
“no”, risponde sorridendomi, “non è il mio tipo”
“quanto sei romantico, vieni qui che ti bacio”
“no grazie, non desidero diventare un infetto del cazzo, senza offesa”
“potrei offendermi”
“ti sei offeso ?”
“si”
“povero dolce amico infetto”
“senti questo giochetto omosessuale che facciamo tra di noi non ci annoia mai è ?”

Scoppia a ridere
Lo guardo e gli sorrido

“quello stronzo del colonnello mi aveva detto che ti eri suicidato”
“io ? suicidato … e tu gli hai creduto ?”
“diciamo che gli animi e la situazione erano piuttosto accesi per poter razionalizzare bene”
“sei il solito … sai quanto tempo ci ho messo a ripulire e ad allontanare tutti quegli infetti ?”
“posso avere l’aiuto del pubblico ?”
“un bel po' … fortuna che ho trovato altri superstiti e ci siamo isolati in una parte dell'ospedale”

La sua espressione cambia

“come sono entrati tutti quei tizi qui dentro … tutti in una volta”
“non lo so, ma io ero li con loro”
“ti ho trovato che fissavi un muro seduto a terra”
“ti … ti ho fatto male ?”
“ma che scherzi ?, io sono due volte più grosso di te … e poi una pala in testa fermerebbe chiunque”
“ecco spiegato il mio mal di testa”
“scusa”



Improvvisamente il dottore grida qualcosa
Matteo esce dalla stanza e rientra velocemente

“devo andare, tu stai lì”
“hello … sono legato”
“infatti, scemo io”

Chiude la porta dietro di se
Lo sento correre lungo tutto il corridoio

Poi torna il silenzio

Un silenzio assordante che quasi fa male alle orecchie

Sono qui
Infetto tra gli uomini
Mi chiedo quando durerà



Una strana fitta mi squarcia il cervello
Un leggero giramento di testa

Le pulsazioni aumentano per un breve istante
Un profondo respiro mi dilata i polmoni
La fame inizia a farsi sentire
Le flebo non possono accontentarla
Sono solo un palliativo



49 sta tornando


Ma tanto non può andare da nessuna parte
Lo stronzo

Lui cercherà di liberarsi in ogni modo
Si divincolerà
Urlerà
Proverà a mordere qualunque cosi gli passi a tiro

Spero che non si lascino ingannare

Spero che si avvicinino con prudenza




Ruoto la testa verso il macchinario per la respirazione artificiale

“ti è piaciuto il servizietto ? … spero tu sia rimasto soddisfatto”

Gli mando un bacio con annesso occhiolino ammiccante
Il macchinario continua a pompare a vuoto imperterrito e impassibile
Quel deficiente si è dimenticato di spegnerlo

Chiudo gli occhi

“siamo stati amanti per un breve tempo, ma, francamente, non sei la razza che preferisco ... potevi prima offrirmi una cena”


Nuovamente, il battito accelera per qualche istante  


“forse al tizio che sta arrivando piaci per quello che sei … 49 ha anche gusti particolari”






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