martedì, novembre 19

stanza 23





Sono legato ad un letto
Ancora una volta
Il destino ha deciso di punirmi facendomi rivedere sempre gli stessi scenari

Fatica e stanchezza sono i miei nuovi nomi

Le cinghie quasi mi segano i polsi e il ventre

Non riesco a muovermi

Non voglio muovermi



Dovrei essere morto a quest’ora


Una serie di macchinari mi avvolgono come per proteggermi
La stanza è buia ed il sole filtra a fatica tra le tapparelle
A stento riesco a tenere le palpebre aperte

Silenzio

L’unica cosa che sembra farmi compagnia è il battito del mio cuore

Un battito regolare

Calmo

Rilassato



Chiudo gli occhi



Una serie di immagini esplodono all'improvviso nella mia mente come tanti piccoli flash

Volti di persone che urlano

Infetti che corrono in ogni direzione

Le immagini si sovrappongono così velocemente che tendono a confondersi tra di loro
I colori diventano sempre più cupi fino a scomparire del tutto


Nero




Un improvviso lampo rosso squarcia le tenebre

Piove sangue

Sembra depositarsi lungo le pareti del mio cranio
Inizia a fluire convogliandosi in un piccolo torrente
La sua portata aumenta a dismisura

Ora è un fiume impetuoso che attraversa l’oscurità della mia mente

È gigantesco

Non riesco più a vederne le sponde
La sua massa è tale che ricopre ogni cosa

Ormai è talmente vasto che preme verso l’alto l’oscurità incontrandola solo all'infinito
Un orizzonte che divide questa sorta di volta celeste cupa e tetra da questo mare di sangue





Solo una piccola barca è tanto folle da solcarne le acque
Un Caronte stanco e annoiato che si trascina dietro una rete piena di cadaveri
Il suo corpo è ridotto a pezzi, ma il suo animo è ancora forte

A tratti sembra sorridere



Riesco a vederne i lineamenti


Sono io




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