giovedì, novembre 21

voci





Rumore di passi
Provo ad aprire a fatica gli occhi
Vedo male
Niente

Posso solo percepire la loro presenza nella stanza

Sono due uomini

Il suono delle loro voci sembra distorto
Una frequenza più forte sembra accavallarsi alla loro disturbandola
Onde sonore che il mio cervello riesce a decifrare a fatica

“come sta ?”
“sembra stabile”
“intendo … la sua infezione … come … come…”
“è sedato … non riuscirebbe a muoversi”
“credi che se la cav…..”
“senti brutto stronzo!, sto curando un fottuto infetto del cazzo … UN FOTTUTO INFETTO !”


Il tono più acuto del secondo uomo mi frantuma i timpani, ma mi riporta sulla terra ferma.


“non è un fottuto infetto, è qualcosa di più !”, ribadisce il primo
“un fottuto infetto”
“è un …”
“cosa ? … cos’ha di speciale questo figlio di puttana !”

“il suo corpo risponde al virus, lo controlla, riesce a tornare in se”
“l’ho visto sventrare il mio migliore amico, non controlla un cazzo questo qui … lui non è speciale”
“credo …”
“non lo è !”
“mi dispiace per Giorgio … dico veramente”



Giorgio ?!?


Oh no …
Deve essere quell'altro tizio che mi ha curato … lo specializzando 
Come fa ad essere ancora vivo ?
Credevo che la marea nera avesse spazzato via ogni cosa

Mi sbagliavo

Qualcuno era rimasto e mi stava aiutando


perché ?




“questo bastardo lo ha preso alle spalle colpendolo con un tubo … una decine di volte, almeno”
“io non…”
“continuava a colpire il corpo di Giorgio anche quando è caduto a terra … ha continuato … sembrava piacergli”
“no …  non era in se in quel momento”

“si è bloccato di colpo, ha scoperto il mio nascondiglio e mi ha fissato … mi guardava con quei suoi occhi viola del cazzo !”
“il virus non gli fa compiere gesti razionali”
“puttanate, questo stronzo mi ha fissato!  Poi ha inclinato la testa su un lato e mi ha … sorriso.”

“NO, io non cred…”
“Cristo Santo, ti dico la verità ! Credevo stesse per attaccarmi, ma invece voleva solo essere osservato”

“ok … ok, ma adesso calmati”
“poi si è girato di scatto e gli ha conficcato il tubo nel petto”






Certo che la metà dormiente ne combina di belle

Se ne va a zonzo quando e dove gli pare
Uccide più gente possibile, non curandosi minimamente delle ferite sul suo corpo

Infatti eccomi qui, legato ad una branda con ettolitri di sedativo per rendermi buono e grazioso
Sono io quello che si ritrova sempre in nuove situazioni di merda
Quello che deve rimediare

Dove sono ?

Che giorno è ?

Non so mai un cazzo di niente di quello che succede intorno a me
Mi fa perdere del tutto il senso dello spazio-tempo per seguire i suoi istinti

Istinti che mi costringono ad assecondarne la follia

Ecco cosa sono diventato
Un uomo psicologicamente instabile con uno spiritello del tutto folle dentro di se

Restare immobile e paralizzato mi fa pensare a troppe scemenze  
Ho già fatto queste analisi adattandomi a lui

Ti ho già accettato

Ho ucciso per te

Ormai comandi tu il gioco

Non hai solo il coltello dalla parte del manico, ma hai infilato anche buona parte della lama nel mio cranio


L’unica cosa che non ho ancora pensato di fare con te è darti un nome

Un nome … un’identità personale

“oscuro passeggero” ?, che non è male, ma poi con il passare del tempo mi annoi
“lato oscuro” ?, però ti fa sembrare imponente e destinato a fallire miseramente
“metà malvagia” ?, no che sembra una nomignolo da cartone animato … ma di quelli brutti però
“Charlie ?”, ma te non sei un viet cong ... vuoi impegnarti un po'
“Fabio Volo ?” …. ehm, no

Voglio dartene uno più significativo

Tipo

Un “Don Chisciotte della Mancia”, io sarei il tuo federe scudiero “Sancio Panza”, costretto miseramente a seguire la sua follia.


Ma anche così mi accorgo che ti valorizzerei, tu non meriti tutto questo.

Non sei altro che un parassita
Dovrei chiamarti come tale

Chissà se qualche tizio ha scoperto di che specie sei e ti ha identificato con un nome in latino ?
Magari con un numero … sarebbe triste per te, ma non per me

Un numero ti disintegra, ti spoglia della tua identità

Mi balza alla mente un numero della smorfia napoletana che ti rappresenterebbe a dovere

Non che io sia legato a tutto ciò, anche perché non fa parte della mia tradizione regionale, ma ricordo con gioia che, durante la mega-tombolata di natale, quando usciva il tuo nome, la nonnina più anziana del condominio gridava sempre :

“la carne … 49”






Il cibo è l'unica cosa che ci lega


Bastardo 



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