venerdì, dicembre 6

sangue e follia





Le mie braccia sono piene di fori di siringa

Sembro un tossico del cazzo
Quel tizio mi ha trapanato per bene

Spero almeno che il mio culo sia ancora vergine



La mia mano sinistra ha una lunga cicatrice che la percorre quasi interamente
Si è rimarginata, non devo più preoccuparmene

Una mano con tre dita


Sono un Velociraptor
o un bradipo, dipende dai gusti

Non posso più dare il cinque

Questo mi intristisce molto



Mi manca anche un pezzo di orecchio

I fori di proiettile sono stati anch'essi richiusi


Quel Luca ha fatto un buon lavoro di sartoria, devo ammetterlo

Forse è anche per questo che non gli ho strappato la lingua per mangiarla

Avevo un languore che ho placato con forza



Ho fame

Il mio corpo ne ha bisogno





Carne








Finalmente lo vedo spuntare dal pianerottolo

Ha un borsone con se

“ho portato un po’ di cosette”
“fa vedere”

Poggia il borsone a terra e si siede al suo fianco

Lo apre e pesca

Sembra la borsetta di Mary Poppins

“allora, abbiamo un coltello …”
“va bene lo prendo … poi ?”
“un fucile d’assalto”
“no”
“come no ?!?”
“non è il mio genere … non mi piace”
“ma non si tratta di…”
“ho detto di no … poi ?”
“non è che abbiamo una grossa scelta : una pist…”
“no”
“un fucile a pomp…”

“QUELLO ! … voglio quello !”

“il fucile a pompa ?”
“si si, fammi vedere, dà qua”

Lo afferro

Un fucile con pallettoni tattico di color grigio
Ha una grosso cinturone che fa anche da fondina per le cartucce

“mi piace il colore … però volevo qualcosa di più old style”

Luca mi guarda con sospetto

“senti, vedo che stai vaneggiando e la cosa non mi piace”
“non sto vaneggiando”
“cazzo, stai scegliendo un’arma dal suo colore”
“ma io sono fatto così, non amo le armi da fuoco”
“ok, va bene … allora prenditi questi e …”
“aspetta, aspetta un attimo … dov’è la mia sedia a rotelle ?”
“ma che cazz…”
“non posso muovermi coglione !, il mio corpo è troppo debole”
“non ci avevo pensato … vado a cercartela”

Si allontana nuovamente verso le scale

“e voglio anche un paio di occhiali da sole”

“e a che cazzo ti servirebbero ?”


“fanno figo”




Borbotta qualcosa e si fionda al piano di sotto


Se proprio devo morire, tanto vale farlo con stile
In sella alla mia sedia a rotelle con occhiali e fucile a pompa

Una mia personale rivisitazione del T-800 in Terminator 2


Lo so


Sono scemo




Dopo una decina di minuti eccolo che ritorna
Sbatte quell'affare lungo il corrimano più volte

“credevo che il rumore volessi farlo dopo esserti rinchiuso e non prima”
“non rompere i coglioni, ti ho portato la tua strafottuta sedia … adesso mi rinchiudo e ti lascio”

La apre e la posiziona davanti a me
Si avvicina per prendermi
Rifiuto la sua solidarietà alzandomi e cadendo pesantemente sul cuscino

Non sono mica un paraplegico

Mi serve perché non so quando tempo dovrò stare in piedi
Non so contro quanti infetti dovrò fare amicizia


Non è vero niente
Mento
Mento spudoratamente a me stesso
T-800


“hai portato gli occhiali ?”
“gli ho trovati dentro una stanza di un altro pazient…”
“si si, ok … dammeli pure”


Li estrae dalla tasca
Sono grossi e tamarri


Vanno bene


Me li porge delicatamente
Li afferro e li appoggio sulle gambe

“adesso sentimi bene, tu ti rifugi dentro quell'altra sezione di ospedale, ti nascondi per bene e mi lasci lavorare”
“era proprio quello che volevo, finalmente”

Luca si avvia speranzoso verso l’altro portone

“c’è un cambiamento però”, gli dico
“che … che cambiamento ?”
“tu non ti barricherai dentro … lascerai quella fottuta porta aperta”

Il terrore appare sul suo volto

“che … che significa ?”
“senti, non lo faccio solo per te … la vedi questa bella scalinata ?, vuoi che il mucchio selvaggio se ne vada in giro liberamente ?, vuoi che riprendano a vagare per tutti i piani ? … non credo amico … ed è qui che scatta il MIO piano”

Inizio a caricare il fucile

“che hai intenzione di farmi ?”
“che c’è ?, uno non può caricare il fucile ?”
“no è che…”
“sentimi bene, tu apri, anzi no, tu spalanchi quella fottuta porta … entri nella prima stanzetta che trovi e ti ci barrichi dentro”


Il tremore del suo corpo sembra affievolirsi

Si tranquillizza

Avrà un posto dove nascondersi bene


“ok … mi sta bene”

“si però, prima devi aprirmi la porta del reparto di psichiatria”




Non mi guarda più con serenità

La sua espressione è cambiata di nuovo

“co.. cosa ?, ma sei pazzo ?”  


Finisco di caricare il fucile
Lo imbraccio e muovo l’astina verso di me
Il fucile produce quel classico suono che amo

Lo punto in faccia a Luca

“tu apri la porta, poi corri verso la tua stanzetta … al resto penso io”



Quando ti puntano un’arma alla testa le sensazioni e i sentimenti possono essere soggettivi

C’è quello che non ha paura e sfida l’avversario

C’è quello che si ammutolisce a causa di una rigidità incontrollata dei muscoli

C’è quello che si fa prendere dal panico e non riesce più a controllare la sua vescica



Non ho capito bene quale di questi stia attraversando la mente di Luca

Credo una versione remix delle tre




Dopo un po’ annuisce solo con la testa


“capisci perché ?, non c’è bisogno che te lo spieghi, giusto ?”

“si, loro mi vedono e si concentrano esclusivamente su di me”, dice con voce tremula


“bravo il mio ragazzo”, gli confermo abbassando il fucile




Il mio nuovo piano ha un tasso di mortalità molto più basso per me

In compenso il mio nuovo socio potrebbe morire



“tanto se ti trasformi ti inietto un po’ del mio sangue, vai tranquillo”
“ma non è la stess…”
“cosa stai dicendo ?, hai qualcosa da ridire ? … per Matteo va bene, mentre per te no ?”
“non volevo dire questo”
“e allora cosa ?”
“che … che … ho capito, ho capito il tuo punto di vista e mi dispiace”, dice quasi singhiozzando
“accetto le tue scuse … dico serio…”

Mi porto al centro del corridoio

Mi infilo gli occhiali da sole

Ho l’adrenalina alle stelle



Che figata


“adesso apri quella cazzo di porta e corri coniglietto  … corri”



Luca infila la chiave
Ruota la maniglia
Si gira di scatto e inizia a correre



Una ventina di persone stava assistendo alla nostra discussione

Ansiosi di farne parte
Spingono la grossa porta verso l’esterno

Vedono la loro preda

La bramano

Una piccola volpe con un branco di cani che la insegue




Il fucile a pompa si posiziona quasi automaticamente

Il primo colpo è molto basso

Falcia una gamba di un uomo frantumandola e facendolo cadere a faccia avanti
La sua testa rimbalza sul terreno

Luca non credeva che sparassi così presto

La sua faccia è la paura in persona

“corri Forest, corri”


Riarmo il fucile, il rumore rimane sempre bellissimo

Senza pensare e senza avere una linea di tiro precisa, faccio di nuovo fuoco

Il pallettone si apre e prende in petto due persone che si accasciano all’istante


Le persone non volano come nei film
Non vengono scaraventare all’indietro
Sono io che retrocedo lievemente ad ogni nuovo colpo
La fisica non perdona mai


Un colpo un po’ più alto e spostato verso destra mi sorprende
Fa saltare parzialmente due teste e sfonda una finestra


Intanto Luca mi passa affianco, finalmente

Questa volta ho la possibilità di prendere meno persone e di fare solo un colpo a bruciapelo

Un devastante colpo a bruciapelo che fa schiantare una donna su una delle panchine laterali




Appoggio il fucile sulle gambe
Afferro le ruote e mi dirigo verso di lei

Il colpo le è entrato sul fianco sinistro esplodendo al suo interno

Lei si muove ancora

Mi accosto alla panchina e oriento la sedia in modo che possa vedere le persone sfrecciarmi affianco
Da questa posizione le posso anche contare


Con la mano entro nel ventre della povera donna agonizzante
Strappo e porto alla bocca, in maniera sistematica, ogni brandello di carne che riesco ad agguantare
La carne inizia a riempirmi la bocca
Le mascelle riprendono a lavorare non so dopo quando tempo


Mi sto gustando il mio pacchetto di pop corn davanti ad un bel film in 3D

Mi piace la trama
Ammiro il protagonista
Un po’ meno la spalla impaurita e urlante





Luca arriva alla sua stanza e si barrica dentro

Ho perso la scommessa che ho fatto mentalmente con 49










Tredici

Diciannove



Ventiquattro

Venticinque


Ok
Sono un bel mucchio di persone

Ma io me la prendo comoda

Mi gusto il mio pranzetto caldo caldo


“spara, che cazzo aspetti !”, mi urla Luca da dentro la stanza
“sto pranzando, un po’ di rispetto”


Ricarico l’arma con tutte le munizioni che entrano
Non lo so di preciso
Ma più ce ne vanno meglio è

Il fucile non è d’accordo con me e si rifiuta di accettare più di sei

Verginella



Il mucchio selvaggio si concentra quasi tutto in un punto

Iniziano a sbattere con violenza contro la porta del povero dottore

Provo a mirare un po’ in alto come prima
mi era andata bene
Premo il grilletto e il contenuto della cartuccia si apre quasi a raggiera sui poveri infetti più vicini

Tre muoiono sul colpo

“Luca ho fatto un tiro da paura … vieni fuori a vedere”
“vaffanculo”, mi risponde urlando
“dai che pian piano te li tolgo dalle palle”


Vedo un infetto che si trascina verso la rampa delle scale

Mi sistemo meglio gli occhiali da sole
stendo il braccio con il fucile verso di lui

le parole mi escono automaticamente

“hasta la vista, baby”



Il colpo lo prende alle spalle e lo sbatte al suolo
brandelli del suo vestiario si spargono a terra





Una serie di colpi a ripetizione abbattono la crosta esterna del mucchio



Sono ancora tanti


Ricarico i proiettili e sparo in maniera sistematica
I colpi stanno per finire



Un’ultima serie sfoltisce ancora di più il gruppo urlante

Sono rimasto a secco




Lancio il fucile verso di loro

Sbatte su un braccio di un uomo
Si ferma e mi fissa

“vieni qua che ti abbraccio forte forte”, gli dico sfilando il coltello dalla fondina


Lui mi guarda per un attimo e riprende a menare sulla porta

Non mi porta rispetto

Non bada a me




Quanta maleducazione








Il borsone lasciato a terra mi chiama
Vuole regalarmi un’altra emozione
Giro dall'altra parte la testa e pesco la mia nuova arma

Questa volta dovrò gettare i miei occhiali
Quest’arma richiede una nuova personalità

Mi tolgo una fasciatura e, chiudendo gli occhi, la lego sulla fronte

Provo ad alzarmi in piedi
Sono pompatissimo

Tolgo la sicura ancora ad occhi chiusi




“Murdock … sono io che vengo a prenderti”

Apro gli occhi ed inizio a sparare all'impazzata
un urlo liberatorio fa da sottofondo

I colpi vanno dappertutto

Non sto mirando affatto

Il mitra è posto a mezza l’altezza
Ha vita propria

uomini e donne che si muovono a scatti come se fossero dei robot che ballano

I proiettili li perforano da parte a parte

Alcuni esplodono contro le porta del povero Luca
Altri prendono un estintore e lo fanno esplodere





Sto dando sfogo a tutta la mia follia

me ne rendo conto solo adesso


forse era stata repressa per troppo tempo,
forse dovevo sfogarmi
o più semplicemente, stavo diventando completamente pazzo




Non me ne importa nulla








Gli ultimi infetti gli ho affrontati con il coltello

Un colpo rapido e preciso alla nuca e sono caduti tutti




Ora c’è silenzio





Le mie gambe cedono e cado di lato su un cadavere

meccanicamente, con il coltello, inizio a lacerare questo corpo

Le mani si muovono da sole



Sembro un bambino che gioca con una torta di compleanno








“Alessà … Alessà ci sei ?”, grida Luca da dietro la porta

Quei buchi non lo hanno minimamente sfiorato
altra scommessa persa con 49


Il giovane dottore apre la porta lentamente

Si trova davanti una marea di sangue e un tizio che ci sguazza in mezzo come si fa con le pozzanghere

Richiude di scatto la porta dietro di se


“dai che sono ancora in me, vieni fuori”, gli dico



Lentamente riapre la porta e esce

“adesso dobbiamo proseguire con il piano”
“che cosa vorresti dire”, mi risponde perplesso
“aiutami a mettere più corpi possibile su questa carrozzella, da solo non ce la faccio”
“ma cosa vuoi fare ?”
“senti ti ho conquistato il fortino, ma non sei ancora in salvo”

La vista mi si annebbia per un attimo facendomi sbattere su una parete

“ehi, che cazzo”
“sto bene, sto bene”
“a me non sembra”
“devo mangiare, devo riabilitarmi … non so quando ci vorrà”
“e quindi ?”
“e quindi mi aiuti a spostare i cadaveri dentro il nuovo reparto che ti ho liberato e mi ci chiudi dentro fino alla prossima puntata”
“ma che puntata … cazzo, senti che sta per perdere di nuovo il controllo ?”
“non credo … lo so”
“cazzo”
“dai aiutami”


Proviamo a spostare cinque corpi la volta

Non ci riesco

Sto praticamente procedendo per inerzia


Arrivati a dieci corpo, le forze mi abbandonano e cado al suolo

Luca mi trascina all’interno del reparto psichiatrico vicino alla pila che stavamo ammucchiando

“non ti preoccupare, continuo io”
“grazie”
“però non mangiare finché sono qui … il mio stomaco non regge a questa visione”
“ok, ti aspetto”


Poggiandomi alla parete, mi metto seduto
le bende sulle mani sono zuppe di sangue
questi corpi mi sfameranno
ne sono sicuro

dopo che ha deposto l’ultimo corpo, Luca mi guarda e mi dice :

“quindi ti lascio qui … poi come farò a sapere quando tornerai in te ?”
“vieni ogni tanto e inventati un motivetto particolare mentre bussi al portone ... se riuscirò a replicarlo allora potrai aprirmi”
“ok, allora io vado”


Chiude la prima anta

“ma devi portare anche Matteo qui”
“perché, lui è più al sicuro giù … sedato e incatenato”
“fidati, potrebbe aggredirti, lui è più forte di me … sedalo per bene, legalo ad una sedia e poi portalo qui”
“ma le scale ?”
“cristo santo, lo trascini su con la sedia … ma porca troia che cazzo, un po' di inventiva !”


Prende la sedia, la richiude e la porta con se

Per la fretta si scorda anche la porta aperta


Se il mondo fosse affidato a quest’uomo, francamente, non so come sarebbe
forse sarebbe esattamente come è ora
anzi senza forse … ne sono sicuro


















Venti minuti più tardi lo sento che issa a fatica la sedia per le scale
Appena sento il rumore, smetto di spolpare la gamba che stavo gustando e la metto via

Si affacciano da dietro l’angolo
Matteo è stato legato con qualsiasi corda aveva a portata

La sua testa è assente e ballonzola ad ogni cambio di rotta della sedia
Con la bocca aperta e un’abbondante filamento di saliva che gli finisce addosso

“gli hai dato un sedativo per elefanti ?”
“no, ho solo raddopp….  Alessà, ma che cazzo! Ti avevo chiesto di non mangiare”
“non sto mangiando”
“ma l’hai fatto, cristo di…”

Vomita prima di finire la frase

“hai dei brandelli e sang….”

Un nuovo conato gli porta su altra bile che sparge sul pavimento

“non avevo un tovagliolo … scusami”
“senti vaffanculo, rimanete lì dentro e fate quello che dovete far…”

Sta facendo un lago

“ma basta !, mi devi rimanere in carne … quella è tutta energia sprecata … vuoi favorire”, mentre estraggo la gamba su cui stavo lavorando precedentemente.

Dà un calcio alla carrozzina e la spinge dentro
Con uno strattone, sbatte l’altra anta del portone e lo chiude a chiave
Sento ancora dei conati

“ok capo, siamo dentro … istruzioni ?”, gli grido

Mi manda nuovamente a quel paese e se ne va
Lo sento scendere le scale



Ricomincio a mordere il mio cosciotto e guardo Matteo
La sua mente è andata completamente
Gli alzo la maglietta per vedere i segni del morso, ma noto che il dottore ha già sistemato tutto

Quando si sveglierà dovrò spiegargli cosa è diventato

In che razza di condizione quel folle lo ha portato

Insegnargli a mangiare carne umana

Non so se slegarlo oppure no
Forse si ribellerà e proverà a scappare da tutte le parti

magari la sua parte infetta si mostrerà a me per prima

oppure lo farà prima la mia

"49 non farmi brutti scherzi, c'è cibo in abbondanza qui"

Mi gratto la testa


Quante pippe mentali mi faccio


Intanto riacquistiamo le forse





Poi si vedrà




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