venerdì, dicembre 6

secondo piano




Uno scossone mi sveglia
Il corridoio si muove
Una serie di plafoniere si alternano davanti alla mia vista come le strisce di una corsia di sorpasso

Sento le ruote che cigolano
Il ticchettio del tubicino della flebo che sbatte lungo il metallo

Mi stanno portando via




“che succede ?”, pronuncio lievemente con una gola rauca e secca

Il tizio che mi trascina non mi risponde

“dove cazzo mi stai portando ?”, insisto con voce più acuta

L’uomo si arresta di colpo e sobbalza

“A… Alessandro sei in te ?”
“ma che cazzo di domanda è, cristo santo !”
“sc… scusa è solo che sono settimane che non comunichi”
“settimane ?, Luca ma che cazzo sta succedendo ?”
“ti sto portando da un’altra parte”
“cosa ?”
“devi fare una cosa per me”
“dove cazz…  ok, fammi un riassunto breve”
“non so da che parte iniziare”
“l’ultima cosa che ricordo è Matteo che lascia la stanza”

Il ragazzo fa un sospiro

“si, Matteo … ecco, adesso però parliamo d’altro”
“che cazzo significa ? che gli è successo ?”
“l’ho portato dentro una stanza, è al sicuro”
“da cosa ? perché ? cristo santo, spiegati meglio !”

Sbuca al mio fianco
Il braccio si posa sul mio petto
Ha una faccia sconvolta
I suoi occhi mi fissano intensamente

“è stato morso”



I pugni si serrano immediatamente
Inizio a sobbalzare come una triglia, ma le cinghie mi trattengono
Un senso di vuoto mi pervade
Provo ancora dei sentimenti umani dopo tutto
Era un mio amico
Lo conoscevo
Volevo che se la cavasse


Sapevo che la mia presenza era una calamita per sventure


“come è successo ?”
“stavano controllando un corridoio quando è sbucato dal nulla … lo ha morso su un fianco”
“l’hai ucciso ?”
“si, quello stupido infetto è morto”
“no, non l’infetto”
“Matteo ?, certo che no !, l’ho portato in una delle stanze e ho seguito questa nostra nuova procedura”
“che gli hai fatto ?”
“l’ho legato e l’ho sedato e poi gli ho…”
“no, non dirlo”, lo interrompo bruscamente

Non volevo che pronunciasse altro

Sapevo già cosa mi stava per dire

Lui giocava a fare Dio


Luca mi guarda con aria serena

“gli ho dato il tuo sangue”







Inizio a urlare

“perché … per quale cazzo di motivo !”
“era l’unico modo per salvarlo”

Lo guardo duramente
La mia faccia si riempie di lacrime
Serro le mandibole e cerco di trattenermi

“dovevi ucciderlo !”, gli grido

Lui non si scompone
Si avvicina alla mia faccia con un sorriso stampato sul volto

“ho preso il loro sangue, l’ho controllato … l’ho studiato”

Discostandosi da me, si gratta la fronte con una mano
Inizia a camminare davanti e dietro
Gesticola per darsi delle arie da professorone

“È una cosa che non ho mai visto prima. Prende tutto l’organismo in pochi minuti. Lo muta. Non riuscivo a capire come fermarlo …”

Ruota velocemente la testa vesto di me
Sbatte entrambi le mani ai lati della barella 

“Poi un giorno, ho preso il tuo sangue … hai qualcosa di diverso che ti scorre nelle vene, amico mio”

Si avvicina sempre di più al mio volto

“una specie di cura”

Lo guardo intensamente

“la tua infezione si mescola con la principale e la ingloba … questo passaggio è pericoloso per il paziente, ma lo guarisce per metà … si può dire che il tuo sangue gli ha salvato la vita”

Irrigidisco i muscoli del collo e mi avvicino alla sua faccia
I miei denti scricchiolano tra loro

“non lo hai salvato … lo hai condannato !”




Si tira indietro e incrocia le braccia

“era l’unico modo”
“potevi piantargli una pallottola in testa !”
“ma è un tuo amico, lo avresti ucciso ?”
“immediatamente”

“me lo dicevano che eri pazzo, ma sei anche senza cuore”
“non si tratta di essere senza cuore stronzo, tu non capisci cosa significa vivere così”
“infatti ho un piano”

Torna sul lato della barella dove non posso vederlo e ricomincia a spingere

“che cazzo significa un piano ?”
“significa che ho un piano per voi infetti a metà”
“vuoi che ti accenda un sigaro colonnello Hannibal ?”











La sua andatura si fa più veloce
Svolta un paio di volte
Questi corridoi non finiscono mai

“i sopravvissuti devono vivere, ma l’ospedale è aperto e ancora vagano infetti”
“quanti sopravvissuti ci sono ?”
“una decina, ma sono tutti messi male”
“che bello squadrone della morte hai …”
“si, prendimi pure per il culo, ma adesso entri in gioco tu e il tuo amico”


Ci fermiamo davanti ad un ascensore
Lateralmente ci sono le scale che collegano i vari piani
Lui si riaffaccia sul lato sinistro della barella


“senti, io ti ho curato, eri uno straccio pieno di tagli. Ti ho cucito e rattoppato. Ho provato di tutto su di te, eri l’unico infetto sotto il mio controllo. Ho riempito il tuo corpo con ogni antibiotico che mi passava in mente. Ti ho iniettato di tutto, ma questo virus ha bisogno di una cura specifica che non sono riuscito a darti. So che il tuo sangue è parte della cura, vorrei studiarlo meglio e qui arriviamo al piano”

“aspetta aspetta un secondo … quando ti ho dato il permesso di fare una cosa simile ?”

“me lo sono preso”

“te lo sei preso … capisco”



Il mio sguardo si riposa sul soffitto

Il mio corpo si rilassa

Respiro

Svuoto la mente



“dobbiamo andare al secondo piano”
“e l’ascensore non funziona”
“già”
“presumo che dobbiamo fare le scale”
“già”
“dovrai slegarmi da queste cinghie allora”
“si ed è qui che vorrei chiederti se va tutto bene ... se va tutto apposto”

“si”

“hai sfogato le tue rabbie ? … hai capito la situazione ?”
“mi hai legato ad un letto non so per quanti giorni e hai infettato un mio amico con il mio sangue”
“per questo dico, è tutto apposto tra di noi ?”
“non vedo dove sia il problema … hai seguito una TUA idea, hai fatto tutto quello che TI sembrava logico fare … non vedo dove sia il problema”


Guardo il soffitto

Sono calmo e rilassato

Il mio respiro è regolare

Il mio cuore pulsa nel mio petto in modo tranquillo




Luca inizia a slegarmi le cinghie delle mani

“il piano è questo : dovresti entrare nel reparto psichiatrico”
“che bello … come mai ?”
“è l’unico che ha una porta molto spessa e resistente … e ha un’unica entrata”

Scioglie anche le cinghie delle mani

“quindi ti vuoi rintanare lì dentro per studiare meglio il mio sangue ?”
“il piano sarebbe ripulire la zona e spostarci tutti i pazienti”
“poi sarai in trappola !”
“e qui entrate in scena voi due infetti a metà … so che puoi mangiare anche carne degli infetti ... insomma, è sempre carne”
“posso farlo … è vero”
“dovrai farlo, il tuo corpo non risponde bene alla riabilitazione delle varie operazione a cui ti ho sottoposto”
“come diceva mia nonna : mangia più carne che ti fai grande e bello”

Lui si arresta e mi guarda strano

“s.. si, è proprio quello che intendo tu faccia … dovrai ripulire quel reparto per darci la possibilità di rintanarci bene”

Mi libera dalla penultima cinghia

Non sono più legato
Posso muovermi e provare ad alzarmi
Luca mi gira intorno per liberami anche la mano sinistra




Mi alzo di scatto a sedere
lo afferro con entrambe le gambe stringendolo in una presa

“cha cazz…”, cerca di dire mentre prova a divincolarsi

Prendo una delle lunghe cinghie e la avvolgo più volte attorno al suo collo
Cerca di afferrarmi la testa
Una serie di pugni mi colpiscono a caso
Strattono questo cappio un paio di volte







Avvicino la bocca al suo orecchio sinistro



“devi chiedere il MIO permesso”



Inizia a tossire



“il corpo è MIO”


La cinghia è sempre più stretta



“non si gioca a fare dio con in MIO sangue … amico”



I suoi movimenti si fanno più lenti












Un ultimo strattone e poi mollo la presa
Il suo corpo si abbandona e cade pesantemente a terra



Un profondo respiro lo riporta in se
Tossisce nervosamente

Cerca di alzarsi per scappare ma non ci riesce ancora

“ok, adesso che abbiamo chiarito la situazione andiamo a mangiare”



Lui mi guarda impaurito

Trema

Non riesce a parlare



“andiamo di sopra ho detto”

Si tira lentamente su restando sulle ginocchia
Il colorito del suo volto torna lentamente alla normalità

“credevo volessi uccidermi”
“credimi, l'intento era quello”
“e perché ti sei fermato ?”

“perché forse hai ragione”, gli dico mentre cerco di stare dritto sulle mie gambe



Lui mi guarda quasi spaurito


“ti ho dato ragione per questa volta, il mio cervello mi dice così, ma devi alzarti e darmi una mano se vuoi seguire il tuo piano”

Si passa la mano intorno al collo e continua a tossire
Pian piano solleva le gambe
Mi guarda negli occhi
Si avvicina lentamente e mi mette una braccio sotto l’ascella abbracciandomi


I primi passi non sono tanto coordinati

Rischio di cadere un paio di volte


“credi sia capace di ripulire un piano in queste condizioni ?”

“ha … hai tutto il tempo che ti serve”, bisbiglia a fatica






Salendo le scale sono più stabile
Posso contribuire afferrandomi ad un corrimano
Una volta superati gli ascensori, ci affacciamo sul nuovo corridoio
Il colore delle pareti sembra più acceso
Un paio di panchine mi aspettano

“posami lì, devo riposare un attimo, le mie gambe non mi sorreggono”

“ok”


Il corridoio è lungo una trentina di metri e pieno di finestre
Un alone di condensa vi si è formato intorno
Mi viene voglia di disegnarci qualche figura strana
La temperatura deve essersi abbassate bruscamente in queste settimane

Due grossi portoni posti agli antipodi si guardano

Quello sulla mia sinistra ha una grossa insegna sopra
Un invito alla mia mente ad entrare
Un posto in cui dovrei essere rinchiuso


Reparto psichiatria


Mi viene quasi da sorridere

“allora, il piano è questo, io entro in quell'altro portone, provo a barricarlo e inizio a fare un casino assurdo”
“ok”

Si fruga nelle tasche ed estrae un mazzo di chiavi
Seleziona con cura la favorita e la estrae dall'anello che la conteneva

“tu, invece, ti avvicini e apri il portone”
“gli infetti usciranno e verranno da te, io devo solo ucciderli tutti”
“esattamente”, risponde con un sorriso sul volto


“ e come cazzo dovrei fare secondo te ?”
“non preoccuparti”, mi risponde a volo, “vado a prenderti la tua arma”
“arma ?”
“certo, aspettami qui”



Corre verso le scale

Lo vedo allontanarsi contento e felice del suo brillante piano




Questo tizio vuole farmi affrontare un intero reparto di matti infetti

Certo

Plausibile

Credo ci siano dei lievi nei nel suo brillante piano
Una cosa di poco conto



Dovrebbe funzionare tutto per il meglio
Se le mie gambe collaborassero
Se fossi solo in grado di restare in piedi
Se non avessi la strana sensazione che il mio corpo mi stesse per abbandonare da un momento all'altro




Avrei almeno una chance

non ho nemmeno quella





Loro si ribelleranno

Mi morderanno

Mi mangeranno




Sono già morto







Piano del cazzo !






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